Il tempo perduto per la tua rosa

C’è stata una fase della mia giovinezza in cui amavo – forse come tutti – Il Piccolo Principe. Ricordo di averne regalate copie in lingue diverse, di averlo posseduto anche in quelle esotiche del mio cuore, il turco e l’ebraico. Per questo, ad esempio, sapevo anche una piccola curiosità rispetto alla traduzione turca, ma non è rilevante per i pensieri di oggi.

Poi l’ho odiato. Mi è apparso improvvisamente banale, dozzinale. Mi irritava che venisse tanto utilizzato come libro per i bambini, quando mi pareva evidente che non fosse poi tanto efficace né adeguato.

Oggi improvvisamente ripenso a una frase della volpe al Piccolo Principe, che lui ripete per non dimenticarla: “È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”. Il Piccolo Principe era rimasto deluso e amareggiato vedendo sulla terra che le rose sono comunissime e la sua non era unica come diceva di essere.

Capita, certamente, che di colpo di cada il velo dagli occhi e che capiamo che in fondo la persona che era così unica ai nostri occhi, in realtà non lo è affatto. Che quei momenti che credevamo così speciali e non etichettabili, forse visti con il senno del poi non erano poi così fuori dall’ordinario. E, come le cose ordinarie, hanno una loro parabola di vita. Si trasformano, crescono o si ridimensionano, fioriscono o appassiscono. A seconda dei casi, ma senza quell’alone di entusiasmante mistero che le avvolgeva all’inizio.

È davvero il tempo che abbiamo buttato appresso a una rosa che la rende importate? Ancora oggi non lo so. Mi viene da pensare che un po’ dipende anche dalla rosa, perché, nonostante le apparenze, le rose non sono tutte uguali. Certe volte credo si debba accettare che il tempo buttato non ha reso nessuno più importante. Forse ha reso noi un po’ più poveri e amareggiati. Capita, e si può solo farci pace, prima o poi.

Altre volte forse accudire quella rosa è stata comunque un’esperienza bella, che non ci dispiacerà di aver fatto. Non che il tempo dia valore di per sé a qualcosa che magari ne ha poco, ma piuttosto quel tempo ha avuto un valore. E allora, guardandosi indietro, qualcosa resta. Difficilmente è sufficiente per non avere rimpianti, ma qualcosa resta.

1 commento su “Il tempo perduto per la tua rosa”

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