Mi appresto a presentarmi al mio primo concorso pubblico. Sono talmente trascnata dall’idea, che ho sbagliato persino a leggere il giorno della convocazione. Poi ho smarrito la medesima convocazione (speditami in duplice copia). Vabbé. Oggi un’efficiente segretaria milanese mi ha svelato il mio errore. Troppo tardi. Biglietto del treno fatto, foresteria costosissima già prenotata. Poco male. Dato i tempi serratissimi del concorso, non sarà male avere una giornata per orientarmi un po’. Unico cruccio: una notte in meno a casa mia e le finali della coppia danza di pattinaggio artistico sfumate. Non credo di poter sperare che la foresteria dell’Università Cattolica disponga di televisore in camera…

Sogni antichi


Stanotte ho sognato un litigio vecchio, non avvenuto ma possibile. E da stamattina la brutta sensazione di non essere ancora pienamente libera mi dà un certo disagio. Non ho voluto mai coltivare il rancore, non per virtù, ma proprio per non essere prigioniera, ancora una volta. Forse oggi era nottata. Anche Nizam ha fatto sogni “antichi”. Però poco fa ho cercato su Google quel nome che non così tanto tempo fa mi rendeva persino orgogliosa. I risultati sono sorprendenti: due attestazioni, di cui una scritta da me e un’altra in una pagina che non esiste più. Per il resto, giusto qualche costruttore di organi tedesco. E’ finita davvero, dovrei convincermene.

Ladri


Non mi era mai successo che dei ladri entrassero in casa mia. Con me dentro, per giunta. Ne avrei fatto volentieri a meno. E se è vero che sono stata fortunata e ho perso poco (pochi soldi e il cellulare di Nizam), ho guadagnato un sacco di pensieri sgradevoli: che sarebbe successo se li avessi sentiti? ci vuole così poco per entrare in casa mia? a che serve vivere dietro orrende grate di ferro se chiunque con poco sforzo le apre? Ho ancora negli occhi il contenuto del mio portafoglio rovesciato sul tappeto, la mia carta d’identità aperta sul tavolo, le scatoline vuote degli orecchini sparse per terra. Giro con il portatile – miracolosamente salvo –  appresso, come se servisse a qualcosa.

Altri bilanci


Chiacchierata serale con amico siculo. Sono stata interpellata in quanto caso eclatante di studiosa a spasso, o meglio come trombata celebre (in senso accademico). Questo e altre considerazioni di questi giorni mi hanno fatto tornare in mente un pensiero. Dalla creazione garibaldina dell’associazione “Orientalisti” (www.orientalisti.net) sono passati quasi cinque anni. Certo erano altri i progetti che avevo in mente allora, se li confronto con le prospettive di oggi. Non solo dal punto di vista professionale. Se mi guardo indietro ovviamente certe mie libere decisioni mi bruciano non poco. E altrettanto (forse appena un po’ meno delle prime)  mi bruciano le svolte subite, le delusioni più o meno clamorose. Forse quello che più mi fa male, adesso, è il fatto che a studiare sono brava. Di questo sono convinta ancora. Nella maggior parte delle cose di cui è fatta oggi la mia vita quotidiana (reggere una casa, fare la spesa, cucinare, smaltire lavoro d’ufficio, mantenere un aspetto decente) invece non sono brava affatto, o quanto meno non brillo particolarmente. Questo fa male al mio amor proprio, abituato ad essere coccolato a getto continuo negli anni d’oro dell’università e dintorni. Però credo che queste continue ammissioni di impotenza, di insufficienza, di bisogno dell’aiuto altrui, sulla lunga faranno di me una persona migliore. Pensiamola così, va. Direi che è meglio.

Vizi


Un po’ di frivolezza e un altro test delle cinque del pomeriggio. Anche per liberarsi la testa da i pensieri pesanti che ho scritto nell’altro blog.

IRA

1. Chi è stata l’ultima persona con cui ti sei arrabbiato? Sabato scorso mi sono arrabbiata con un’amica, ma non gliel’ho detto. Poi (quindi?) mi sono arrabbiata con Nizam.

2. Qual’è la tua arma preferita? Il sarcasmo.

3. Picchieresti una persona del sesso opposto? Si (ma non ho mai avuto buoni risultati).

4. E dello stesso? Direi di no.

5. Chi è stata l’ultima persona che si è arrabbiata con te? Nizam.

 6. Porti rancore? Tendenzialmente no.

PIGRIZIA

1. Qual’è la cosa che dovresti fare giornalmente e che non stai facendo? Portarmi avandi con ben due lavori extra, in modo da poterli finire in tempo.

2. Che ora era la volta in cui ti sei svegliato più tardi? Ora di pranzo, direi.

3. Qual’è stata l’ultima scusa che hai usato per non fare qualcosa? Un generico “non ce la faccio”. Per sms: coniglia!

4. Cosa non fai mai per pigrizia? Ginnastica.

GOLA

1. Qual’è la bevanda più buona che bevi? Il tè delle colazioni solenni…

2. Carne bianca o carne rossa? Rossa.

3. Quanto alcool sei riuscito a bere in una sola volta? Non ho mai esagerato particolarmente. Ricordo una notte di Capodanno di molti anni fa.

4. Sei mai stato da un dietologo? Sì.

5. Preferisci del cibo dolce, salato o piccante? Salato e piccante.

6. Ti lecchi mai le dita dopo mangiato? Si ogni tanto.

LUSSURIA

1. Quante persone hai visto nude? Boh?

2. Quante persone ti hanno vista nuda? Non tante.

3. Sei mai stato beccato mentre guardavi il seno o i genitali della persona che avevi davanti? Solo se lo facevo di proposito.

4. Qual’è la parte del corpo che preferisci nell’altro? L’attaccatura delle cosce.

AVARIZIA

1. Qual’è il negozio dove spendi più soldi? Librerie, ma anche negozi di vestiti (però ci vado molto poco spesso).

2. Preferiresti essere ricco o famoso? Ricca.

3. Accetteresti un lavoro noioso se significasse tanti soldi? Dipende da quello a cui dovrei rinunciare… Ma spererei di sì. 

SUPERBIA

1. Qual’è una delle cose che hai fatto di cui sei fiero? I miei studi.

2. Qual’è una delle cose che hai fatto di cui sono fieri i tuoi genitori? Idem. Ma anche il mio attuale lavoro, credo. 

3. Ti hanno mai messo in secondo piano? Credo di sì.

4. Hai mai fatto qualche concorso sapendo di essere migliore degli altri partecipanti? Non del tutto consciamente.

INVIDIA

 1. Quale oggetto o persona di amici vorresti avere? Il cinema di  Stefano e Donatella!!!

2. Se potessi essere qualcun altro, chi vorresti essere? Una mia amica di nome Francesca…

3. Hai mai desiderato cambiare una parte del tuo corpo? Il sedere, le cosce, il naso, la bocca… Ma mai da farne una malattia, almeno finora.

Diversi


Brutta serata, sabato. Partita bene, con un film (Travaux) divertente e intelligente. Ma poi sprofondata in una sorta di palude di imbarazzo e nervosismo, di tensioni non espresse e infine sfociate in un litigio che proprio non c’entrava niente. Il giorno dopo, a mente fredda, confortati da una buona colazione e da una passeggiata ristoratrice e rassicurante, si è tentata un’analisi congiunta dell’incidente. “Siete diversi”, la frase viene fuori ancora una volta. Le diversità culturali esistono, eccome. E ovviamente vengono fuori nei rapporti “sociali”. E’ vero che “noi stiamo bene” e questo già è un conforto. Però sarebbe troppo facile se la questione si limitasse a questo…