Da zero


Cedo di schianto alla regola che mi ero autoimposta di non avere un blog “intimistico”. Sono giornate talmente di merda che un po’ di sfogo adolescenziale me lo devo (anche io). Mi sento in un vicolo cieco, persa del tutto in quelle cose che “a me non capiteranno mai”. Sto cercando un nuovo lavoro da incastrare nella mia vita, perché un anno in un sotterraneo mi ha annientato. Avrei voglia di essere amata, ma sono nelle peggiori condizioni (fisiche, morali e intellettuali) per esserlo. Ho una gran voglia di buttare tutto all’aria, come avrei sempre voluto fare e non ho mai del tutto fatto. Mi sono stancata delle aspettetive, esplicite o implicite, che la gente nutre nei miei confronti e che io alimento con il mio calvinismo e protagonismo. Ho bisogno di respirare aria pulita e di credere che si può ricominciare da zero.

Troppo?


Oggi torno da un bel picnic con gli alunni della scuola di italiano. Ho preso un po’ di sole e ho visto un po’ di persone contente e rilassate… Ma, come sempre, avrei voluto che fosse più bello. Ho guardato le foto che mi hanno fatto. Sono davvero troppo stanca, forse per questo tendo alla malinconia.

Il sole è tornato


Oggi sono soddisfatta di come ho lavorato, mi dico da sola che sono stata molto brava. Sarà che per una buona parte della mattina sono andata in giro: lavorare sotto terra (il mio ufficio è in un seminterrato) non è proprio il massimo per l’umore… La giornata è splendida, piena di sole. Se penso a quanta acqua ho preso ieri… Ho letto un bel romanzo, piccolo piccolo: si chiama Ritorno ad Haifa ed è di uno scrittore palestinese che si chiama Ghassan Kanafani.

Bloggando qua e là


Le mie lotte con il template proseguono. So che faccio male, sia perché dovrei utilizzare meglio il mio tempo (ad esempio lavorando…) sia perché temo che sia una battaglia persa. Panna si è offerta molto carinamente di farmene uno lei. Mi vergogno un po’ di abusare del suo tempo, ma aspetto fiduciosa… Vagando per blog, inizialmente dietetici, poi a più ampio spettro, scopro persone interessanti. Sono un po’ troppo abitudinaria, forse.