Tornate!


E alla fine tornammo. Sabato pomeriggio siamo sbarcate a Fiumicino, con gran tintinnio di braccialetti, di ritorno da una settimana a Istanbul e due in giro per l’Anatolia orientale in macchina. Per raccontarvi questo viaggio temo che mi ci vorrà un anno sabbatico. Tre settimane piene di luoghi, colori, sorprese, imprevisti, relazioni. Cercherò di farlo comunque, piano piano. Abbiate pazienza.

E’ buffo scoprire quanta gente ci ha seguito su Facebook, a volte senza commentare, ma comunque accompagnandoci con affetto e, a tratti, con qualche apprensione (espressa o non espressa). Mi piacerebbe davvero ringraziarvi tutti. La destinazione non era forse la più rilassante di questi tempi, ne convengo. Ma era il nostro viaggio e ce lo siamo goduto. Ho avuto anche io i miei dubbi, alla partenza, ma con il senno del poi credo di aver fatto bene.

Era un viaggio “a misura di bambino”? Come in molti mi avete fatto notare, più o meno discretamente, decisamente non lo era. Ma arriva anche l’epoca dei viaggi e basta. E per Meryem questo momento era arrivato. E’ stata una ottima compagnia e, temprata da due anni di vacanze itineranti, non ha battuto ciglio  davanti a afa, docce malfunzionanti, bagni alla turca e sistemazioni di ogni genere.

Ho desiderato questo viaggio dal 1992, ma oggi mi rendo conto che valeva la pena aspettare di poterlo fare con lei.

Pronti?


Insomma, circa, quasi. No, onestamente ancora no. Ma contiamo di esserlo.

Anche questa estate, come quella scorsa, ci vede metterci in viaggio con la prospettiva di trovare, al nostro rientro, diversi cambiamenti importanti. Ma ormai abbiamo capito la tecnica. Riempiamo lo zaino e andiamo. Al ritorno ci si penserà.

Non è che non abbia preoccupazioni. Viaggiare di questi tempi, specialmente in contesti non esattamente tranquilli, qualche angoscia la provoca anche a me. Ma abbiamo preso e prenderemo le nostre precauzioni. Che implicano, incidentalmente, che ancora non sappiamo precisamente dove ci porterà la strada dopo Instanbul.

Sarà una bella estate, ne sono sicura. Un’altra estate nostra, a misura di noi.

E questo mi basta.

Sì, viaggiare… con S4C


Eccoci alla seconda tappa della Caccia al Tesoro di Mamma Felice. Qui ci è voluta una certa riflessione, perché di blog di viaggi non ne seguo. Anche quando le mie colleghe, nell’ufficio accanto, parlano dei viaggi che hanno in programma, faccio finta di non sentire. Fa troppo male a una aspirante viaggiatrice come me ridurmi a guardare su uno schermo ciò che troppo, troppo poco riesco a vivere di persona.  Sigh. Ma poi, giusto ieri, ho avuto un’illuminazione. E c’è un blog che dovete assolutamente conoscere, sì. Allora, cominciamo.

Come si chiama il blog: Shoot 4 Change

Qual è il link del blog: http://www.shoot4change.net
Perché vale la pena di leggerlo: vi troverete reportage spettacolari, immagini e racconti che colpiscono profondamente e, più ancora, un’idea potentissima, che non dovrebbe mai passare di moda: cambiare il mondo!

Qual è il tuo post preferito: Africa, Prima Parte. Il viaggio in Burkina Faso di Francesco Romeo, che non ha ancora 16 anni. Un’ispirazione per me, come genitore.

Qual è il viaggio che faresti: Al momento ho l’India in testa. Ma anche Timbuktu, anche se non è proprio il momento più sicuro per andarci.

Qual è il link dei feed RSS: mmmm, non lo trovo…. Ma sono sicura che se ve lo cercate voi lo troverete!