Ogni tanto Meryem si sveglia di notte. Roba da poco, basta farle ritrovare il ciuccio e si riaddormenta. Stanotte pensavo che persino in questo c’è un lato positivo. Il momento di invilarsi di nuovo nel calduccio del letto, accanto a Nizam, non ha prezzo. Ti permette di assaporare ancora una piacevolezza di cui, quando dormi ininterrottamente, non sei davvero consapevole.
Un saluto a padre Fantola, che ci ha lasciato. Ricordo le nostre chiacchierate agli incontri della rete territoriale, il suo accento settentrionale, la sua severità da nonno. Uno di quelli che davvero si è fatto in quattro, in prima persona, per difendere i diritti dei rifugiati che incontrava. In un contesto difficile come Vicenza, facendo la spola con Trento. Ha seminato con pazienza, sentendosi dire molti no, facendo lunghe file a tutti gli uffici. Uno di quelli che ha agito "secondo la verità nella carità", come direbbe san Paolo. Se ne sentirà la mancanza, in questo mondo in cui l’assurdo diventa normale.
Ciao padre Fantola..
E’ bello sapere che ci sono al mondo persone così..è consolante..
Miriam
curioso questo pensiero sul reinfilarsi in un letto caldo…
però, riflettendoci, preferisco che ad alzarsi sia mia marito….apprezzo poi lui che torna a farsi scaldare da me…
sono egoista??’forse si…:)