Le belle giornate continuano. Meryem, corna facendo, è in buona forma fisica e spesso anche di ottimo umore. La mattina, andando al nido, canta a voce spiegata. Le sue hit sono "Farfallina bella e bianca", "Nella vecchia fattoria" e "Il coccodrillo come fa". Per quest’ultima canzone ha messo a punto un preciso protocollo di esecuzione: alcune parti sono mie, altre sono sue. Con questo delirante botta e risposta (io: "Il coccodrillo come fa" lei: "pappapappapà" e via così) attiriamo l’attenzione dei passanti, che peraltro a quell’ora sono sempre gli stessi.

In effetti c’è una sorta di sincronismo tra i percorritori abituali delle strade del quartiere. Quando qualcuno è in ritardo o non c’è, si vede subito. Noi usciamo, incrociamo la ricercatrice di letteratura latina che conosco di vista, poi la ragazza con gli occhiali dall’aria efficiente, arriviamo all’altezza dello scuolabus della scuola tedesca che fa la sua fermata per prelevare una bimba graziosa con i capelli a caschetto solitamente accompagnata dalla sua mamma, poi passa una ragazza di colore che va a scuola con una cartella più grossa di lei e infine, all’altezza del bar, una signora bionda che tenta di socializzare con la piccola scimmia canterina, senza peraltro grande successo. Quando sono orm ai sulla soglia del nido, passa solitamente un signore biondo dall’aria flemmatica e vagamente nordeuropea, che solitamente mi ritrovo nel tram (se sulla via del ritorno allungo il passo a sufficienza).

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