Leggendo un articolo di MammaFelice sulla pet therapy, pensavo agli approcci di Meyem con gli animali. I maggiori progressi li fa a casa della tata Silvana, dove abitano un cane lupo di ragguardevoli dimensioni di nome Ettore e una tartaruga. Mia figlia, anche se non amava ammetterlo, era un po’ impensierita dal cane. Ora però ha superato ogni timore, perché ha imparato la parola magica: "A cuccia!". E quello, che è una bestiola educata, si siede. Meyem ama molto questo particolare rapporto di causa-effetto, quindi appena sente nominare il suddetto Ettore, immediatamente intima "a cuccia!", così da tenerne a bada anche l’immagine. Il problema nasce con la tartaruga. Non posso credere che le faccia davvero paura, ma certo è che non posso pretendere che Silvana educhi anche le tartarughe. Quindi, le poche volte che la pigra bestia dà segno di vita, Meryem si porta teatralmente entrambe le mani alla testa ed esclama, divertitissima: "Oddio, aruga!". Poi, visto che il gesto e l’espressione le piacciono, lo fa anche a casa, davanti a eventuali pupazzi tartarughiformi o anche così, per esercitarsi.

2 pensieri riguardo “”

  1. Vorrei ricordarti che la creatura, quando a stento camminava e non parlava ancora, ha cercato, nell’ordine, di: accecare, schiacciare e sedersi sopra i miei gatti …
    Com’è questo nuovo di fred Vargas? Ce l’ho sul comodino insieme al fenomeno Stieg Larsson e non ho ancora deciso quale cominciare.
    Baci
    P.

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