Inesorabilmente, continuo a scontare le vacanze con un lungo strascico di malesseri vari. Per giunta, è ripresa una fatale sequenza di prolungamenti dell’orario di ufficio (oggi, domani, lunedì…), che raggiungeranno il culmine nell’intera giornata di sabato, che passerò in ufficio. Anche Meryem è al limite e non immune da sintomi spiacevoli (per lei e per gli altri…).
Qualche mese fa, improvvisamente, ho pensato che qualcosa potesse radicalmente cambiare. Una serie di eventi inattesi mi aveva indotto a sogni e fantasticherie che, ahimé, in gran parte si sono ormai rivelati tali. Allo stesso tempo però riconosco che questa precaria stabilità ha pure un suo valore. Che ha i suoi lati positivi. Ma continuo a sperare, forse a torto, che non sarà così per sempre.
Già siamo a metà aprile. Anche quest’inverno ce lo stiamo lasciando alle spalle. Se potessi, mi fermerei al prossimo tornante a guardare la strada (in salita) percorsa in questo tempo. Ormai si dovrebbe godere di un discreto panorama.