L’attesa continua e durerà ancora un po’, pare. Io cerco di prenderla con filosofia e… leggo. Breve aggiornamento sugli ultimi libri. "I fiori di Al Qaida" la giudicherei una lettura media: una parte è interessante, specialmente per quanto riguarda le pennellate sul mondo della stampa che si butta a pesce per costruire il mostro extracomunitario a partire da un fatto di cronaca tragico ma banale. Meno convincente, francamente, è la parte relativa alla trasformazione dell’adolescente italo-egiziano in terrorista. Mi ha ricordato, per contrasto, un bel romanzo di Yasmina Khadra ("Cosa sognano i lupi?"), in cui un tema nalogo era affrontato con ben diverso spessore. Poi ho letto "Mi fido di te", di Massimo Carlotto e Francesco Abate. Resto convinta che Carlotto sia bravissimo. La lettura scivola via, sufficientemente cinica e ironica, eppure a suo modo impegnata anche nel genere "gialletto". Se proprio devo obiettare qualcosa, "Nordest" mi era piaciuto anche di più. Ma anche questo vale la pena. Poi ho letto "Lontano padre" di Enrico Mottinelli: nulla di che. Si legge fino in fondo, grazie ai capitoli brevi e allo stile abbastanza agile. Ma poi di guardi indietro e lo spessore non c’è.
L’angolo delle recensioni anche per oggi è concluso. Buona giornata.