Oggi ero seduta a fianco del lettino di Meryem e le cantavo una ninna nanna. Avevo giurato a me stessa di non ricorrere a quella, il cui testo è vagamente terroristico (ve lo aggiungo sotto), ma era quella che più mi cantava mio padre e alla fine mi viene in mente soprattutto quella. Quindi eravamo lì, al buio, io cantavo con la testa appoggiata alla ringhiera, lei aveva gli occhi prima aperti, poi socchiusi, poi chiusi e basta (ma ogni tanto mi spiava sotto quelle sue ciglia lunghe che ha ereditato dal papà). Allora mi è tornata chiarissima la sensazione di quando ero io a cercare di tenere gli occhi aperti nel buio per vedere la faccia del mio papà. Una sensazione dolce e struggente, accompagnata da un’ondata di nostalgia tagliente come un rasoio. E poi ho pensato anche un’altra cosa: è un vero peccato che mia sorella Serena non abbia figli. Con la bella voce che ha, lei sì che saprebbe cantare le ninna nanne.

Ecco il testo della ninna nanna:

Dormi mia bella dormi, dormi e fai la nanna, che quando sarai mamma non dormirai così.

Dormi mia bella dormi, dormi e fai riposo, che quando avrai lo sposo non dormirai così.

Tutti gli amori passano, ma tu non passi mai: ti voglio bene assai… vorrei morir per te.

Ne ho trovata una versione con alcune varianti, sia nel testo che nella melodia, ma rende abbastanza l’idea: ah, i padri friulani…

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