Reality, giorno dieci. Ho resistito impavida allo sguardo di disapprovazione totale della maestra del nido alla notizia della mia partenza. Secondo il loro modo di vedere, la mia bimba è infelice e traumatizzata da questi continui cambiamenti e stravolgimenti. Che poi, a dirla tutta, sono ben poca cosa rispetto agli stravolgimenti subiti dal loro personale. Comunque la piccola non mi pare affatto traumatizzata. Ecco, forse all’asilo non si diverte granché. Ma sinceramente non mi pare che ci siano gli estremi per condannarci per abbandono di minore. E la minore in questione non mi pare particolarmente infelice o traumatizzata. Ho dunque scucito l’esorbitante retta mensile con il sorriso sulle labbra e mi sono ripetuta che la guerrigliera è forte e sopravviverà anche a questo.

Il fine settimana sarà dedicato alla stesura del piano di battaglia per la settimana prossima: valigia intelligente per me, trasferimento di quanto necessario per lei a casa della nonna. Praticamente un trasloco. Al lavoro ostento la stessa finta nonchalance collaudata per il nido. Chissà che prima o poi mi convinca che sono all’altezza.

2 pensieri riguardo “”

  1. Guarda che sei all’altezza. Poi, non per dir male delle varie maestre meravigliose che da sole valgono tutti i nidi del mondo e che tutte, prima o poi, incontriamo, ma non è che il livello intellettuale e l’apertura mentale della maestra tipo sia poi ‘sta gran cosa.

    In genere le maestre hanno qeusta mentalità ristretta e borghesuccia, e tutto quello che esula dal loro orticello e strano a traumatizzante.

    Lascia correre e fidati della gnocca e di quello che ti trasmette lei.

  2. Chiara, leggo solo ora che sei a Berlino, io ci sono lunedi sera e sono libera (lavoro martedi e poi riparto). Ti ho mandato il mio numero alla mail di splinder, hai visto mai?

    ciao,

    Barbara

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