Notte infame, sera precedente anche peggio. Il virus ha riacchiappato la guerrigliera e vi risparmio i particolari scabrosi. Come un tragico binario parallello, in ufficio si moltiplicano le rogne. E oggi mi sono inaspettatamente trovata in una situazione sgradevolissima, in cui un tizio si è sentito autorizzato ad urlarmi addosso. Finché mi vomita addosso mia figlia, passi. Non mi piace, ma sono disposta a sopportarlo. Ma sentirsi vomitare urlacci in faccia da chicchessia oggi è molto al di là di quanto possa sostenere. Solo una cosa potrebbe disgustarmi di più: che venga da me a riparlarne.

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