Vivere pericolosamente… Oggi siamo stati a Villa Pamphili, a far imbrattare di fango la bimba e il suo passeggino. Al ritorno, Nizam carica in macchina il passeggino. Poi andiamo a cercare della pizza, poi integriamo con dei samosa alla rosticceria indiana e, tornati a casa con il bottino… colpo di scena! Le borse, mia e del passeggino, erano state lasciate a terra, al parcheggio della villa. Nizam schizza lì, lasciando me e Meryem davanti alla porta chiusa. Non riuscivo a crederci fino in fondo, speravo fosse uno degli scherzi curdi che non apprezzo mai fino in fondo. Nella borsa c’era, semplicemente, tutto: chiavi di casa, dell’ufficio e di casa di mia madre, documenti, bancomat, carta di credito, agenda, pennetta USB…. Non riuscivo neanche a arrabbiarmi. Annaspavo e basta. Nizam chiama (il telefono era l’unica cosa che avevo in tasca): niente, il luogo è deserto. Ed ecco il deus ex machina. Alto, con berretto di lana e figlio sporco di fango della villa. "Sei tu? Sei fortunata!" mi dice, avvicinandosi con la mia carta d’identità in mano. Per fortuna che esistono ancora persone così. Non l’ho ringraziato abbastanza, stordita com’ero. Ma ha tutte le mie benedizioni, di cuore.

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