Oggi vi racconto una storia vecchia, ma pur sempre vera. C’era una ragazza molto presuntuosa, che pensava sostanzialmente di avere in mondo ai propri piedi e una brillante carriera davanti a sé. Sebbene la sua storia personale non brillasse per successi in amore, era anche fidanzata con una persona che credeva assolutamente congeniale a quello che desiderava: brillante, anomala, originale, intelligente, fuori dagli schemi. Un giorno incontra un giovane di cui altri le avevano parlato. Il tempo resta lì sospeso mentre i due mangiano un panino al bar e parlano fitto fitto. Per giorni in effetti non fanno che vedersi. Quasi subito si chiarisce che lui è interessato a un amico di lei e che dunque in questo loro rapporto non c’è nulla di sessuale. In tutta la loro vita, i due si sono finora frequentati forse un paio di mesi, con stranissimi salti temporali. Al bilancio vanno aggiunte alcune incongrue telefonate fiume dall’altra parte del pianeta. Poi, in tempi più recenti, qualche chat.

La nostra ragazza presuntuosa nel frattempo ha ricevuto dalla vita diverse porte in faccia. Ha abbassato le penne, è meno affilata (in ogni senso: fisico, dialettico, intellettuale, sentimentale). Continua tuttavia ad avere la sua vita relativamente sotto controllo e sotto sotto è una coniglia. Non farebbe, alla fin fine, scelte che le sconvolgerebbero la vita. Non le avrebbe fatte neppure a 24 anni circa, età che aveva all’epoca dei fatti. Eppure ancora oggi, quando ripensa a quel giorno e a quel primo panino, ne è sicura: se il quasi sconosciuto le avesse chiesto di fare le valige e partire con lui per la fine del mondo quella stessa sera, probabilmente lo avrebbe fatto. Ancora oggi non sa spiegare perché, né si chiede se sarebbe stata una fortuna o una rovina. Però è un fatto e ne prende atto. Uno di quei fenomeni che in questa epoca non hanno una spiegazione razionale.

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