Io e mia figlia la vediamo diversamente. Lei ritiene di essere in grado di camminare da sola per strada, senza nemmeno darti la manina. Perché è grande (e suo padre, quello dai riflessi felini e i nervi saldi, le consente di farlo). Io apprezzo questo suo desiderio di indipendenza. Ma quando sono sola con un passeggino da spingere comunque apprezzo molto di più che lei si rassegni ad una provvisoria dipendenza. Assoluta e senza discussioni, please.
Categoria: Vita
Siamo sopravvissuti al primo settembre. Grosso risultato, visto che il ritorno al nido non è stato dei migliori (la guerrigliera non gradisce affatto il trasferimento nella sezione dei grandi, con una delle maestre che le è sempre stata antipatica), che ho lanciato all’opera (sia pure per un numero di ore limitato) una nuova babysitter che aveva visto Meryem per venti minuti scarsi e mai da sola e che oggi era il mio primo giorno di lavoro a pieno regime, dopo un weekend su cui preferirei sorvolare.
La verità vera è che sono una corda di violino. Tesa, tesissima. Se non riesco a cambiare registro molto rapidamente, i prossimi mesi si mettono male.
Grazie alla preziosa collaborazione di Isabella, vi posso postare il video di una canzone che ho amato moltissimo e che non risentivo da una vita. Ma non bisogna mai buttare il bambino insieme all’acqua sporca, no? Questa canzone e il suo meraviglioso testo resterà sempre parte di me.
Per chi non parlasse tedesco o inglese, aggiungo una traduzione italiana:
STELLA MARIS
Lui: Sogno d’incontrarti nella profondità, giù
nel punto più profondo della Terra, la Fossa delle Marianne,
il fondo dell’oceano.
Lei: Fra il Nanga Parbat, il K2 e l’Everest
il tetto del mondo, lì darò una festa per te
Lì dove più nulla mi sbarra la vista
Quando verrai, ti vedrò arrivare già dal ciglio
del mondo.
Lui: Non c’è nulla d’interessante qui
Soltanto i resti di Atlantide
Insieme: Ma non c’è traccia di te
Credo che non verrai più
Ci siamo persi di vista nel sogno
Tu sogni me, io te
Non aver paura non ti sveglierò
Finché non ti sveglierai da solo/a
Lui: Sul ghiaccio in direzione Polo Nord, sarà lì che ti aspetterò
Aspetterò proprio sull’ asse
Lei: Dalla Terra del Fuoco fino al Polo nel duro lavoro di sognare
lassù tutto continuerà a girare soltanto attorno a noi
La Stella Polare direttamente sopra me
Questo è il Polo io aspetto qui
Insieme: Solo non ti vedo arrivare da nessuna parte a perdita d’occhio
Sto aspettando al Polo sbagliato
Ci siamo persi di vista nel sogno
Tu sogni me, io te
Non aver paura non ti sveglierò
Finché non ti sveglierai da solo/a
Per favore, per favore non svegliarmi
soltanto finché sogno tu esisti
Ci siamo persi di vista nel sogno
Tu sogni me, io te
Non aver paura non ti sveglierò
Finché non ti sveglierai da solo/a
Lui:Lascia ch’io dormendo affitti una nave
Itinerario: Eldorado, Punt ov’è la tua terra natìa
Aspetto sulla costa, indago l’orizzonte
finché scorgo infin laggiù la vela tua
Lei: Il capitano dev’essere ubriaco
e per lo più è sottocoperta
Nel sogno non mi riesce di governar la nave
Uno scoglio produce una falla
poi la nave s’inabissa nel Mare del Nord
Vado alla deriva su un iceberg
Penso che aspetterò a lungo
Punt non è ancora stata scoperta
Ci siamo persi di vista nel sogno
Tu sogni me, io te
Non aver paura non ti sveglierò
Finché non ti sveglierai da solo/a
Tu sogni me io te
Non aver paura ti troverò
Nel dormiveglia t’afferrerò
e verso di me ti attirerò
Poiché tu sogni me, io te
Io sogno te, tu me
Anche da svegli ci sogniamo a vicenda.
Creditsper la traduzione: Eleonora Corrias. Ho modificato qualche parola qua e là.
Ultimo giorno della mia prima settimana di lavoro. Da lunedì si torna al nido, sebbene in orario ridotto. Questa era la settimana che temevo di più, per la sistemazione di Meryem: invece tutto si è svolto in maniera ottimale, tra nonna e babysitter sostituta, una signora moldava che si è rivelata una vera perla. Ora però devo fare un altro passo avanti organizzativo e sistemare il ménage quotidiano per settembre e ottobre, considerando anche che per un mese sarò mamma single (Nizam e il fratello dovrebbero andare in Turchia)! Una vera sfida per me. Nizam è la fonte principale della mia sicurezza e tranquillità con la bimba. Ma è arrivato il momento di fare un auto-upgrade e diventare una mamma che, all’occorrenza, è perfettamente in grado di gestire la quotidianità con le sue sole forze… Scherzi a parte, mia mamma si è fatta molto più presente e la sua nuova consuetudine con la bambina fa piacere a tutte e tre. Certo, non gliela posso lasciare se è sola (ha sempre 82 anni e mia figlia è un terremoto), ma casa sua è diventato un buon punto di appoggio (ora c’è anche lettino e seggiolino da tavolo) e Meryem inizia a conoscere vare altre persone che possono essere coinvolte in caso di necessità.
Anche al lavoro mi si presenta un periodo impegnativo. Una mia collega va in maternità e io mi troverò, di fatto, a doverla sostituire in molte mansioni. Questo implicherà che io mi sfozi (necessariamente) di superare uno dei miei handicap più stupidi: mi vergogno di telefonare alla gente. Specialmente quelli con cui non ho tanta consuetudine o che, orrore, non conosco affatto. Cerco di evitare come la peste di fare questo genere di telefonate. Ma visto che la mia collega si occupa di relazioni esterne, direi che è giunto il momento di vincere questa ritrosia!
Mia madre oggi, impensierita dal fatto che (a suo dire) Meryem ieri a pranzo non avesse dimostrato il "solito appetito", oggi a pranzo le ha dato: sogliola al pomodoro, pasta con la ricotta, banana e pizza bianca. Non so se preoccuparmi del fatto che la nonna ritenga questo una quantità normale o che la guerrigliera non abbia battuto ciglio, trangugiando il tutto di gusto. Diciamo che se oggi ci scordassimo di darle la merenda non morirebbe di stenti…
Oggi riflettevo su un fatto. Molti dei blog che leggo sono un po’ letterari, o artistici, o creativi. Cioè raccontano storie vere di vite vere, ma in una luce particolare e, in un certo senso, un po’ fiction. Direi che dovrebbe essere così, se si ha la pretesa di interessare altri. Però io ho ceduto al blog personale dopo un po’ di resistenze, per cui quando ho ceduto l’ho fatto di schianto. Niente oasi serene o immagini idilliache, niente angolino perfetto dove tutto va bene o almeno tutto va in modo interessante e godibile per il lettore. Per questo credo, a volte sono travolta da una sensazione di inadeguatezza. Non tanto (e non solo) come madre. Ma proprio come autrice di blog. Io mi spiattello così, nuda e cruda, con tutti gli sbalzi d’umore e le paturnie, nei miei slanci e nei miei disappunti, senza far caso assolutamente al ritmo, all’immagine.
Aggiornamento. E così anche Panzallaria, dopo Basla, si mette in pausa. Prima avevo perso Eulix e, prima ancora, Cacaoamaro. Mi sento un po’/molto più sola.
Giornata da dimenticare. Del resto ora che ci penso ho già dimenticato di dare la merenda a Meryem. Forse sarà per questo che ha fatto l’inferno per tre ore abondanti prima di crollare addormentata?
Continuano gli esperimenti per i pasti di Meryem. Ora che vuole mangiare "da grande", devo capire cosa esattamente riesco a farle ingurgitare e cosa (ancora?) no. I secondi, in particolare, sono un po’ problematici. Di pasta è ghiotta (la dimensione ideale sono i Piccolini Barilla, ma mangia anche le penne normali spezzate in due), quindi talora la condisco con l’omogeneizzato di carne e faccio piatto unico. Altri due principi importanti: vuole mangiare da sola o almeno provarci, per cui qualunque cosa non si afferri a pezzettini (tipo una zuppa) deve essere accompagnata da pezzetti di pane con cui lei fa minuziosamente scarpetta. L’altra cosada tenere presente è che quello che mangia lei, lo farà mangiare anche a te. Perentoria, ti infila in bocca cucchiaini o pezzetti. E’ dunque bene non propinarle nulla che tu di tuo non mangeresti (e qui con l’omogeneizzato è dura…).
Oggi ho ideato due ricettine, che hanno avuto un discreto successo: le polpette di lenticchie e la vellutata al doppio formaggio. Sull’apposito blog, metterò le ricette.
Questi giorni di vacanza a casa mia me li sto davvero godendo alla grande… E gli dèi sembrerebbero abbastanza propizi: tutto sembra andare abbastanza liscio nelle organizzazioni strategiche per la settimana prossima e persino nella nostra routine casalinga (fino a domenica abbiamo anche un ospite curdo, tanto per non sentirci soli). La bambina improvvisamente mi sembra molto più grande. E’ abbastanza autonoma e stare sola con lei non è più così sfiancante. Soprattutto se sei in un luogo dove non si può buttare da un precipizio o rotolare tipo cotoletta sotto il solleone, togliendosi il cappellino ogni venti secondi.
Titolo: granita di gelsi casalinga
