Non so se qualcuno dei miei fedeli lettori ricorda le mie beghe condominiali per il cavo del satellite. Forse qualcuno si sarà chiesto quali privilegi mi apra la parabola puntata su Turksat. Molti. Il principale è avere scoperto che la tv italiana NON E’ la più trash del mondo. La tv turca riesce sempre a sorprenderti. Il fatto di non capire il 90% dei dialoghi non mi impedisce di apprezzare alcuni must, per lo più polpettoni a puntate, programmi di gossip e quiz e soprattutto il cavallo di battaglia dei canali turchi, i programmi musicali. I turchi cantano come matti. "Cantare come un turco" dovrebbe essere un modo di dire diffuso nella nostra lingua, molto molto più di "bestemmiare" e persino di "fumare". Generazioni intere cantano a voce spiegata, memorizzando centinaia e centinaia di canzoni, per lo più tragiche. Ieri andava in onda il programma che mi ispira questo post. Il titolo originale suona come "Esprimi un desiderio", ma credo che si potrebbe dipingere efficacemente con "Canta che ti passa". E’  una specie di competizione canora a eliminazione stile "Amici" , con la giuria in studio e il voto da casa tramite sms. Degli sconosciuti, accompagnati e istruiti settimana dopo settimana da cantanti famosi e semi-famosi, gareggiano a colpi di canzoni celebri (tutte le canzoni turche sono celebri, il repertorio è infinito). Ma c’è una particolarità: tutti i concorrenti che partecipano hanno una sfiga più o meno seria (e l’entità della medesima viene valutata ai fini del punteggio quanto l’abilità canora): una è cieca, un altro è obeso, un’altra ha il figlio malato di mente, uno è vedovo disoccupato invalido e con dieci figli a carico… Il premio finale è la realizzazione di un cd, la possibile fama e probabilmente un ricco premio in denaro. Ma il bello è che anche gli eliminati hanno speranza di rimediare qualcosa: in genere qualcuno dei telespettatori si impietosisce e si offre di aiutarli. Ogni settimana viene dato conto dei "casi risolti" in questo modo bizzarro.

Una considerazione più generale: la televisione ti consente di farti un’idea del paese più realistica di molti luoghi comuni. Voi vi immaginereste, ad esempio, che una delle cantanti più in voga al momento in un paese che a detta dei nostri media è in piena svolta "fondamentalista" è un transessuale? La Turchia è un paese pieno di contraddizioni e di sorprese.

3 pensieri riguardo “”

  1. In Turchia, mi divertivo moltissimo a guardare la TV locale! È vero, i programmi sono discretamente trash (un po’ stile TV privata italiana anni ’80, mi è parso), i video musicali vanno per la maggiore (anche qui, gli anni ’80 imperano) e anche il cinema di cassetta ha il suo perché. Ricordo di aver visto, al ritorno da Izmir a Bodrum, un film che ricordava il nostro “Classe di ferro” (ricordi la sigla di Jovanotti? agghiacciante!) + “JAG”.
    Non capivo niente a parte la parola “askeri” (che tra l’altro è molto simile al cognome di Mignolo, come ci hanno detto ovunque), ma mi sono divertita parecchio ;-)))

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