Dagli States, via chat, gli amici mi sommergono di sorrisi. Gioia, trionfo, tripudio. Meglio delle previsioni più rosee. Un bel colpo per la democrazia americana. Io li invidio con tutto il cuore. Non tanto perché sono lì, come mi ha chiesto uno di loro. Ma perché riescono ancora a sperare nella politica. Ad essere ottimisti. Io affogo nel cinismo, ormai. Credo che per smuovere qualcosa qui ci vorrebbe un miracolo e non riesco neanche ad immaginare di quale natura.

Come madre, credo che questo sia grave. Penso che abbiamo il dovere di cercare una prospettiva e di costruire qualcosa. Ma è più facile a dirsi che a farsi. Ti guardi intorno e vedo facce tutte uguali, atteggiamento comune, obiettivi piccini. Ma come cambiare davvero qualcosa? Come ritrovare un po’ di fiducia? Anche gli sporadici tentativi on-line alla fine mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca. Come se fossero cose gradevoli, un po’ autocompiaciute, senza nulla di davvero tangibile. Sia chiaro, è un’osservazione che non vuole essere una critica a nessuno. Cerco solo di dire che la rete di per sé non è necessariamente un valore aggiunto per la qualità dei rapporti. Amplifica ciò che c’è, dificile che crei. E un’adesione tiepida amplificata non diventa un’adesione calda.

Voi che ne dite? Ne dite qualcosa?

2 pensieri riguardo “”

  1. la cosa che stupisce di più è che qui da noi Berlusconi alle scorse elezioni ha stravinto. Ma non se ne sente uno che abbia ammesso che l’ha votato. Magari qualcuno che ammette di aver votato lega, almeno qui al Nord, si trova, ma nessuno che si professi accanito sostenitore del Berlusca (che peraltro è uno dei pochi motivi se non l’unico per cui mi vergogno di essere lombarda)

  2. Purtroppo hai ragione… e dico purtroppo perchè dentro di me io voglio sempre illudermi di poter cambiare le cose, ma tutto mi sembra sempre così difficile.
    Sono preoccupata per me, per mio marito, per Dafne.
    In questi giorni sono scaraventata da un ufficio all’altro solo per capire come diavolo si gestisce la nuova partita iva.
    E ti dirò che non lavorare sembrerebbe essere la scelta più semplice, in Italia.

    Perdonami, magari volevi un po’ si ottimismo… invece in queste settimane mi sento un po’ annegare e non so come uscirne.

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