Barbara si è scandalizzata della pediatra che mi ha cazziato. Ma è stato nulla in confronto alle infermiere dell’ospedale pediatrico dove sabato mattina siamo andati a fare le analisi. E’ stata un’esperienza devastante. Due premesse: tanto per cambiare non ero riuscita a raccogliere le urine e a me il sangue e i prelievi sono una cosa che di suo mi fa impressione. Sarà stupido, ma sono fatta così. Andiamo, di buon’ora. Bambina digiuna, come del resto mi era stato detto dalla pediatra. Arrivati al nostro turno, era ammesso un solo genitore dentro. La mamma è sempre la mamma, entro io. Non scendo in troppi dettagli, altrimenti mi sento male, ma la bucano tre volte e il sangue è sempre troppo poco, le vene si spezzano, eccetera. La bambina è fuori di sé, piange, urla, si dibatte. Cominciano le domande: "Ah, ma è digiuna? Ma bastano solo tre ore prima. Se lei non le dà da mangiare, poi è normale che la bambina sia asciutta…". Ok, dovevo svegliarla alle quattro e farle fare colazione (che peraltro fatica a farle fare anche diverse ore dopo). Abbozzo. "Ma ha bevuto molto stamattina? No? [Spiego che in questi giorni faccio fatica a farla bere. Insisto, ma beve malvolentieri] Ah, signora, se lei non le dà neanche da bere… E poi ha anche il raffreddore, quindi non è idratata come dovrebbe…". Io qui riesco a commentare debolmente che se la bambina fosse stata in forma smagliante forse non sarei stata lì. Facciamo pausa per mezzora. Io piango come una vite tagliata. La seconda volta entra Nizam, più o meno stessa scena. La bucano altre due volte. Alla fine si accontentano, precisando che un paio delle analisi richieste non potranno essere fatte.

Ora io osservo: va bene, a saperlo potevo preparare meglio questo maledettissimo prelievo, forse. Forse la situazione non consentiva davvero il prelievo. Ma frasi come quelle non sono giustificabili. E la bambina non era disidratata, soprattutto. Ci ho messo varie ore a convincermente, ma faceva pipì (anche se io non riuscivo a raccoglierla e questa è un’altra storia, né loro mi hanno dato una mano in questo mentre ero lì), piangeva con profusione di lacrime, beveva normalmente, come chiunque alle sette di mattina e con un freddo becco.  Questa scenetta mi ha rovinato la giornata, mi ha fatto stare malissimo e mi ha fatto sentire in colpa oltre misura. Ora realizzo che magari anche le infermiere non sono state le maghe del prelievo. Magari anche loro potevano fare meglio.

4 pensieri riguardo “”

  1. Ciao bella,

    non offenderti, io nel frattempo ho spedito a mia suocera, pediatra, peso, altezza, età e quelle due cose che so di Meryem.

    Mi ha mandato una lunga risposta ingiungendomi di non tagliarla ma dirtela per intero (dovrò tradurla) e non mi ricordo bene dove è meglio che te la spedisca. Ma è nel complesso incoraggiante.

  2. Noi siamo state Pavia qualche mese a fare degli esami del dna .
    La scena del prelievo e’ stata identica a quella che hai descritto tu, solo che hanno fatto entrare anche mio fratello e volendo sarebbe potuta entrare anche mia madre. L’infermiera e la dotteressa sono state di una professionalita’ e umanita’ incredibile , quindi questo ha aiutato molto.

    Non ho capito perche’ fanno entrare solo un genitore ..cmq…

    Tu Chiara non sentirti in colpa neanche un minuto, c’e’ gente che semplicemente non ha rispetto per gli altri, non conosce sensibilita’.
    In bocca la lupo per gli esami e un bacione grande

  3. Sono loro ad essere macellai, non sentirti in colpa. Se nei reparti di neonatologia riescono a infilare le flebo ai prematuri, ci mancherebbe che non si riesca a fare un prelievo a una bambina di quasi 3 anni!

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