Sempre qui, ancora qui

La settimana scorsa ho letto con piacere un post di un’amica di web che ha ripreso a scrivere un blog dopo 15 anni. Mi sono ricordata di un bel post di Claudia Porta, che riassumeva anche lei che è successo “nel frattempo”, da quando siamo state un po’ meno mamme blogger, con i figli non più bambini e la vita che per tutte ha fatto giravolte inattese, in su e in giù, tipo montagne russe. Anche Valentina, cara amica e certamente una delle blogger più talentuose in cui sia incappata, ha ripreso a scrivere.

Io in tutto questo tempo sono rimasta qui. Un contenitore un po’ vecchiotto, senza newsletter, che a tratti non ho aperto per mesi, ma che funziona da 20 anni e a cui sono affezionata. Che è successo in questo tempo a tratti l’ho quindi già raccontato, sia pure in forma un po’ più criptica e a intervalli irregolari.

Solo le pietre non cambiano, mi ha detto sere fa un amico, ricordandomi molto le frasi di vecchio maestro che sentivo quando guardavo l’Albero Azzurro con Meryem. Dunque evidentemente sono cambiata anche io, negli ultimi venti anni in cui ho scritto in questo blog. Alcuni cambiamenti li avverto, soprattutto quelli che sento come peggiorativi. Altre cose sono rimaste costanti. Qualcosa ho fatto e ho imparato, cerco di riconoscermelo. Mi piace aver conservato abbastanza intatta la capacità di gioire in modo immediato e ingenuo, quasi infantile, se faccio o se vedo qualcosa che mi piace.

Se dovessi menzionare una sola cosa che ho caratterizzato questi anni è la ricchezza straordinaria di incontri che ho fatto e che continuo ad avere l’opportunità di fare. Questo blog è stato un luogo di relazioni e un po’ continua ad esserlo, anche se ormai gli strumenti “nuovi” lo hanno un po’ depotenziato. Certo alcune persone incontrate qui continuano a sorprendermi, per la vicinanza che continuiamo ad avere, a dispetto del tempo che passa e delle opportunità di incontro fisico ormai limitate.

Da ragazza avevo il complesso di non avere amici. A tratti questo pensiero mi accompagna ancora, a dispetto di ogni evidenza: di amici ne ho moltissimi, diversissimi, nei contesti più vari. Quando riesco a farli incrociare tra loro, come potrebbe succedere domani, provo la stessa gioia di quando studiando un argomento mi imbattevo in un collegamento non scontato che gettava luce nuova sull’intera questione.

L’inquietudine non credo mi abbandonerà mai, e non mi dispiace. Non mi sono mai “sistemata” e ormai, probabilmente, non mi sistemerò. Non sono felice di essere sola, quando lo sono, ma di essere libera sì.

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