Pronti, partenza… via! Tra una manciata di ore si parte. Direzione: Bologna-Trieste. E poi vedremo. Non sarà la vacanza ideale, ma almeno ha la faccia di una vacanza!

Ed ecco che scatta la.. lista!

Dormire:
– ceratina (il resto ce lo darà il padrone di casa, presumo).

Mangiare:
–  thermos con fruttoli, formaggini e generi di conforto per il viaggio… poi basta!

Toeletta:
– Pannolini a mutandina, crema
– Salviette
– teli fissan
– protezione solare (da 40 Mustela)
-detergente e shampoo
-vasino

Abbigliamento:
– mutandine
– vestitini per 7 giorni. Felpetta e golfino.
– costumi, asciugamano, telo mare
– calzini, scarpine
– cappellino

Attrezzature:
– Passeggino 
– qualche libretto

Varie:
– Ciuccio (meglio 2)
– Borsa blu (per il cambio rapido, con asciugamano, pannolini, salviette, un cambio completo…)
– medicine: termometro, tachipirina supposte, antalflebal, fermenti lattici, arnica, etc)
– secchiello-paletta-ecc.

 

Quest’anno, vista la brevità della vacanza e la maggiore età della guerrigliera, ce la metterò tutta per essere più sportiva. Mangerà quel che mangerà, dormirà dove dormirà.

E comunque poco fa Meryem ha espresso questo modesto desiderio: "Voio… la luna!".


Sopravviviamo a questa prima settimana di ferie. Il bilancio è certamente positivo, nonostante il caldo, le zanzare e… lo spannolinamento semi-fallimentare. Una cosa mi ha colpito in questi giorni trascorsi tutti a stretto contatto con Meryem: a tratti ci si riesce a ragionare, come con un adulto. Quando fa un capriccio, mi accuccio, la guardo negli occhi, le spiego con calma perché non si può fare come vuole lei e cosa faremo invece e, meraviglia, la maggior parte delle volte lei annuisce, ricaccia indietro i lascrimoni e tutto torna a filare liscio. Certo, il carattere c’è tutto. Oggi a un certo punto mi ha preso a sberle e, quando le ho bloccato le mani… mi ha dato una capocciata! Però poi era tanto, tanto contrita… 😛 Comunque mi pare molto cresciuta, parla tanto, a volte con frasi complicate ("Con chi stai parlando?"). Quando la smetterà di pisciarmi sulla soglia del balcone della cucina, sarà vicinissima al mio ideale di bambina!!!


Sulla strada del nido (ultimo giorno). Passa una macchina decappottata. "Mammaaaa! Guarda… è rotta!". Ho cercato di spiegare alla guerrigliera che al signore la macchina piace così. Probabilmente ha pagato bei soldi per averla senza un pezzo. Lei, scuotendo la testa: "Non funziona…".


Meno due giorni alle ferie. Questo è il primo anno della mia vita in cui non farò vacanze, salvo ulteriori repentini cambiamenti. Il bilancio della mia vita professionale, stamattina, mi appare piuttosto deludente. Sarà la stanchezza? Sì, sono stanca stanca stanca stanca stanca stanca stanca. Ho davvero bisogno di qualcuno che mi dica che ho diritto di esserlo? Non dovrebbe essere necessario, mi pare.


Oggi pomeriggio ero prostrata dal caldo (e da qualche pensiero, a dirla tutta). Poi mi sono decisa a farmi lasciare, verso le sei allo scivolo preferito di Meryem, in una piazzetta del quartiere. Ci siamo divertite. Abbiamo preso l’autobus, felicemente senza carrozzina. Abbiamo mangiato un ghiacciolo al limone e poi anche un pezzetto di pizza. Abbiamo cantanto canzoncine, passeggiato. Se starnutisco mi dice "salute, mamma!". Mi spiega esattamente cosa vuole. Fa domande, saluta, segue i ragionamenti. E’ sempre più grande…


E invece magari partiamo. Forse forse. In modalità tutte da definire, con itinerario altrettanto incerto. Però abbiamo avuto una calorosa offerta di ospitalità a Trieste, per cui non ci allontaniamo neanche di molto dall’idea originaria.


Nonostante appaia il contrario, nonostante il mio conto in banca verso in condizioni deplorevoli e non abbia alcuna possibilità di ripresa a breve-medio termine, credo che questa situazione di tensione estrema mi stia insegnado qualcosa. Non vorrei parlare troppo presto, ma se ne esco sarò certamente una persona migliore.


Permettetemi un piccolo sfogo. Dividere la propria vita con un extracomunitario, per quanto egli (o ella) sia una persona meravigliosa e con cui ci si sente in sintonia, è difficile. Maledettamente difficile. Sempre più difficile. Oggi mi si è accavallato un nervo della spalla mentre staccavo per l’ennesima volta la presa scart per passarla da un decoder all’altro. Un simbolo di ben altri dolorosissimi accavallamenti. Poi cerco di dirmi che basterebbe organizzarsi e avere, che so, due prese scart diverse, che possano essere attaccate in simultanea. E, per somiglianza, due dosi interscambiabili di pazienza, di resistenza alle delusioni, di ottimismo davanti alle brutte notizie e di intraprendenza per reagire agli imprevisti. Però io non sono una persona molto organizzata, e i nervi mi si accavallano.