E, coma da programma, oggi il Big Ben ha detto: stop. Tutto troppo bello, finora. Notte in bianco e bambina con un po’ di febbre (non più di 38 come credevo prima, ma 37.8). Fino a ieri sera stava un fiore, con bollino verde della pediatra… Oggi è un arrosticino lagnoso. Altri sintomi finora non ne ha. In compenso io ne ho molti. Sono acciaccata fisicamente e spiritualmente. Ma molto molto. Amen, anche noi come altri prima di noi, rientriamo a pieno titolo nella statistica… vero Rusalka?

Aggiornamento: Il mostrino continua ad essere lagnoso e svenevole, ma mangia come uno scaricatore di porto. Quindi grande fastidio a denti e gola non sembrerebbe averne. Mah, vediamo. Dimenticavo di segnalare che sono sveglia dall’una della notte scorsa. Lei dormicchiava solo se tenuta in braccio in posizione assolutamente eretta. Questo non mi aiuta a guardare alle cose con il consueto ottimismo, specialmente se aggiungiamo il fatto che io invece qualche bacillo me lo sono beccato inequivocabilmente…


Oggi il programma di inserimento è uguale a quello di ieri, perché l’ho portata verso le 9.20 e temevano che gli orari dei pisolini fossero troppo sballati. Vediamo come reagisce. Dopo l’esperienza di ieri, mi sono mossa senza passeggino, coprendo entrambe con un grosso ombrello (indebitamente sequestrato a una mia amica, ma questa è un’altra storia). Arrivate dalla pediatra, alle 9 meno 10, ho fatto la furbata di lasciare l’ombrello dove di solito lascio il passeggino, in un vano sotto le scale. All’uscita, un quarto d’ora dopo, l’ombrellone aveva preso il volo. Sono basita. Per fortuna aveva momentaneamente smesso di piovere a abbiamo guadagnato il nido Trillo e Trollo senza lavarci del tutto.

Dalle pediatra il bilancio di salute è sempre soddisfacente, a parte i denti che non accennano a spuntare ("Ma ci sono", mi ha rassicurato lei). Peso: 9,200 kg, altezza: 74,5 cm. Una specie di stangona. La crescita va benissimo. Il menù del nido è stato esaminato attentamente e approvato, con l’accortezza di integrare la carne a casa (gliela danno solo una volta a settimana). Ancora i bacilli comunitari non hanno colpito (ma io non mi sento tanto bene e ho la tosse). Dal nono mese possiamo iniziare a introdurre l’uovo. Questo è quanto.

Aggiornamento: anche oggi il nido è andato bene. Domani si prova ad allungare. Si tratta solo di sincronizzare un po’ meglio gli orari del pisolino mattutino. Ma la sua dada preferita, Emilia, dice che Meryem è una bambina particolarmente serena e autonoma (forse dicono così a tutte le clienti?). Lei continua a dispensare sorrisi e risate a tutte, sia in arrivo che in uscita. Dunque per ora non sembra particolarmente traumatizzata. Io mi sto riprendendo. Certo che aver avuto una babysitter aiuta. Il trauma la seconda volta c’è, ma è meno forte della prima.


Terzo giorno, diluvio universale. Impavide, usciamo lo stesso sotte le intemperie: lei coperta da apposito telo, io con un risibile cappuccio. La lascio lì alle 8.15, copro come posso il passeggino (già zuppo) con un ulteriore telo di plastica e lo lascio alle intemperie (ha da arriva’ il marsupio…). Lei ride, sembra a suo agio con tutte le ragazze, inclusa una nuova per lei (rientrata oggi dalla malattia). Mi danno appuntamento, salvo complicazioni, a mezzogiorno, dopo pranzo. Sono le undici meno venti e complicazioni ancora non ci sono state. Ho impiegato il tempo finora per asciugarmi alla meglio, andare a ordinare un premio Vodafone One e fare scorta di biscottini Mellin, così me li posso mangiare anche io senza il senso di colpa di affamare la bambina. Ma non dovrei stare a dieta? Ehm…


Secondo giorno trionfale. Ha mangiato e dormito, si è fatta cambiare e non ha fatto un frizzo. Siamo arrivate alle 8.30 (situazione molto molto più tranquilla), alle nove meno dieci mi hanno mandato via, prima fino alle nove e mezzo e poi, visto che tutto andava liscio, fino alle undici. Quindi due ore e mezzo, di cui due ore e dieci senza vedermi. Domani vogliono provare con il pranzo, se tutto va come oggi. Soprassediamo sul fatto che in preda all’agitazione ero uscita senza borsa e dunque senza chiavi di casa… Nizam è dovuto venire in mio soccorso. Ma tutto è bene ciò che finisce bene!


Come è andata? Diciamo benino. Sto cercando di essere oggettiva, con un po’ di sforzo. Permanenza: 45 minuti netti. Speravo di più, ma tant’è. Meryem ha alternato pianto a riso. La cosa che le è piaciuta di più sono le ragazze, a cui non ha risparmiato sorrisoni e risate. La cosa che le è piaciuta di meno è che le tre fanciulle non si filavano solo lei. L’inserimento alla romana prevede che io e Meryem siamo state fatte entrare nella sezione piccoli e via. Io ero un po’ spaesata, mi aspettavo un’accoglienza un po’ strutturata. Ho poggiato Meryem a terra e sono stata lì con lei, cercando di non immischiarmi troppo. La baraonda è totale. Bambini che gattonano, giocattolini che rotolano pressoché ovunque, a volte musica. Se si abitua a questo possiamo andare in vacanza a Riccione a Ferragosto. Lei era un po’ frastornata. A volte giocava (le piacciono le palline), a volte piangeva. Tranne una volta, non mi è parso che volesse essere presa da me. Domani ci si torna un’ora prima, merendina e primo allontanamento. Una delle ragazza mi ha suggerito di andare via, perché la bambina era stanca. Alle dieci, dieci e mezza fa sempre un riposino e quella confusione l’aveva cotta. Quindi era meglio non insistere, per non farla andare via in lacrime. Là per là mi è parsa una soluzione un po’ sbrigativa, ma pensandoci a posteriori probabilmente era saggia. Meryem è uscita sorridendo e tornando a casa è crollata addormentata come un sasso, risvegliandosi solo alle undici passate. Va da sé che non ha dimostrato gravi traumi: si è spazzolata la pappa al salmone e la seconda banana della giornata e ora è ricaduta tra le braccia di Morfeo. Certo che a vedere questi bimbi mocciolosi che slinguazzano i giocattoli e se li passano… si visualizzano proprio i germi che saltellano. Vabbè. Tanto giovedì abbiamo appuntamento dalla pediatra!


Tra due ore, facciamo il nostro primo ingresso al nido. Meryem è vestita tutta di rosso, inclusi calzini antiscivolo. Speriamo bene…


Giornata di primavera piena. Passeggiata di tre ore senza giacca, pic nic di Meryem a Villa Sciarra sotto gli alberi in fiore, calata a Trastevere e ritorno. Grazie Roma!


Sto preparando un breve intervento che dovrò fare tra due settimane a Bruxelles sui recenti accordi di collaborazione tra Italia e Libia in materia contrasto dell’immigrazione clandestina. Leggasi: bloccare più persone possibile prima che arrivino in Europa, meglio se in un paese che non ha firmato le principali convenzioni internazionali sui diritti umani, onde poterli abbandonare nel deserto senza scocciature tipo protezione dei rifigiati etc. Non è solo l’Italia a fare schifezze simili, intendiamoci. Trattasi di politica europea (la chiamano esternalizzazione dei controlli alle frontiere). Quello che più mi sconforta è che dal 1999 a oggi la politica italiana in merito è stata caratterizzata da un’assoluta continuità. Principali protagonisti: D’Alema, Pisanu, Amato. Morale della favola: quale che sia l’indirizzo politico del governo in carica, queste operazioni sporche di sangue non scandalizzano nessuno.

Non è un bel pensiero, sotto elezioni. Ne aggiungo un altro: quelli che gridano alla difesa della vita e si scagliano contro l’aborto facile, sono in genere le stesse persone che, davanti all’ennesima strage di "clandestini" (continuiamo a chiamarli così) commentano laconici che se la sono cercata. Ora non è vita quella di un povero cristo, magari con moglie e figli, che scappa vendendo tutto quello che ha per sottrarsi a persecuzioni, guerre, violenze generalizzate e chi più ne ha più ne metta? No, quella è una vita di serie B. Prima viene l’embrione x. E prima ancora, anche se non lo dice nessuno, viene la vita di ciascuno di noi, con tutte le comodità che guai a togliercele o a limitarle, che si grida subito alla tragedia. Poi chi ti dice che il povero cristo in questione non fosse un terrorista (i terroristi notoriamente viaggiano su barconi di fortuna rischiando la vita, mica noleggiano aerei privati)? In tal caso, non solo se l’è cercata, ma se lo meritava pure. Già già. Noi difendiamo la vita.

Stamattina sul portone della mia palazzina spicca un foglio con la scritta "Convertitevi!". Dopo un attimo di sgomento, ho visto che si trattava di un innocuo programma di conferenze organizzate dalla parrocchia della zona. Certo che, con l’aria che tira, suonava come un ultimatum…


Ci sono un sacco di cose intelligenti che mi verrebbe in mente di scrivere in questo blog mentre sto, ad esempio, aspettando il tram sotto una pioggerellina londinese, come stamattina. Poi mi trovo qui davanti allo schermo, con un mostrino schiantato dal sonno che mi russa sul braccio sinistro, e non mi vengono più in mente.


Avete presente le famiglie italiane che non arrivano alla fine del mese? Il più trito dei luoghi comuni? Ecco, oggi ho toccato con mano che rientriamo a pieno titolo nella categoria. Non andiamo mai fuori, facciamo la spesa esclusivamente al supermercato, gli ultimi vestiti che ho comprato (un evento) me li ha regalati mia sorella, non vado mai – e si vede – dal parrucchiere o dall’estetista. Oggi mi sono resa conto che venerdì c’è la rata del mutuo e non avevo abbastanza soldi sul conto. Per non parlare della piletta di bollette, scadenza primi di marzo, e della babysitter da pagare (sempre venerdì). Per fortuna rientro nella categoria dei fortunati che ha qualcosina da parte (l’eredità, diciamo: quello che ci ha lasciato mio padre. L’ammontare totale della medesima credo farebbe sorridere la maggior parte della popolazione, ma in questi casi è la manna dal cielo). Qual è il problema? Che non vedo come il trend possa migliorare. Margini di risparmio ne vedo pochini assai. Il tasso del mutuo è fisso, quindi è pur vero che la situazione poteva essere ben peggiore, ma finché non finisce non sarà neanche migliore. Aumenti di stipendio, neanche a parlarne. Possibilità serie di cambiare lavoro, men che meno. Oggi sono davvero un po’ depressa.