Forse qualcuno si chiederà se le mie letture si siano fermate: no, ho solo rallentato un pochino. Ora sto finendo un libretto pubblicato da Quattropassi, ovvero il giornalino del mio quartiere. Si intitola "Monteverde poco fa" e lo ha scritto Mario Vitali, che attualmente è proprietario di un bar in una via a due passi da casa mia. Si tratta di una raccolta di aneddoti degli anni quaranta e cinquanta, che tracciano il ritratto di quello che ancora era un paesino di campagna alle porte di Roma. Padri di famiglia e "buffarole" (ovvero massaie che abusavano, per tirchieria o necessità, della possibilità di "lasciare sul conto" nelle varie botteghe, per poi non pagare mai i "buffi", cioè i debiti), pizzicagnoli marchigiani e futuri ricchi, sono tutti ritratti ai tavoli dell’osteria della nonna dell’autore e negli immediati dintorni. Un libro grazioso, che fa pensare.
La maternità è forse l’unica occasione che si ha prima della pensione di godersi i propri dintorni. Io mi godevo moltissimo le chiacchierate con i mungitori e gli operai della cascina, ho imparato un sacco di cose e ne ho fatto tesoro.
Tanto che, adesso che l’addetto ai vitelli va in pensione e torna nella sua Polonia, mi sento triste come se perdessi un amico, anche se il nostro rapporto non va oltre le chiacchiere sulla diarrea dei vitelli e le stranezze di Amelia.
Un bacione
Chiara