Diventare mamma porta, volenti o nolenti, a sviluppare una certa ansia da prestazione, che si manifesta nello sport preferito della maggior parte delle neo-genitrici: il confronto. Quando eravamo ancora in ospedale, ci pensavano mia sorella Serena e Nizam: la prima volta che i piccoli sono stati portati su dal nido nelle loro cullette, si sono affrettati a schedarli tutti per decretare senza ombra di dubbio che Meryem era la più grande, la più bella, la più lunga, quella con più capelli, quella con gli occhi più vispi, ecc.

L’altro giorno sono andata a visitare la piccola Anna, nata il 31 di agosto nello stesso ospedale dove è nata Meryem. Con una certa emozione l’ho trovata nella stessa stanza dove stavamo noi e aveva persino indosso una tutina identica a quella che portava Meryem il secondo giorno di vita. Non mi ero resa ben conto di quanto la mia piccola sia cresciuta! Vista accanto a Anna (che pure tanto minuta non è) faceva l’effetto di una gigantessa. E poi la voce, lo sguardo…

Oggi ho incontrato Alberto, il figlio di una ragazza che veniva con me al corso di preparazione al parto. E mi sono sorpresa a confrontare minuziosamente le misure… Salvo poi bacchettarmi mentalmente sulle mani. Ogni bambino è una persona diversa, così come ogni mamma è una persona diversa: quante volte dovremo ripetercelo??? Appena si abbassa la guardia ci si ritrova a comportarsi come delle rompicoglioni doc.

5 pensieri riguardo “”

  1. Cara Chiara, ti seguo sempre , anche se scrivo poco ( e sempre commenti scontati banali cretini, insomma , ma me ne rendo conto dopo ); non meravigliarti, comunque : ti assicuro che è sempre stato così , è ancora così , a quanto sembra, e ecc ………te lo dico io che sono del ’43.
    Baci. Giusi

  2. Beh, io il confronto delle misure non lo facevo, per non farmi del male: Amelia è uno scricciolino, a 3 mesi ancora le andavano bene le tutine 1 mese. Però mi scattavano meccanismi ancora più subdoli: sulla bellezza, l’intelligenza, la simpatia.
    In questi giorni, al mare, mi è capitato di confrontarla con un bambino tedesco più o meno della sua età (forse più piccolo di un paio di mesi) e ci sono rimasta un po’ così: nonostante sia più autonoma rispetto a tanti della sua età, mi è sembrata un po’ indietro rispetto al suo biondo spasimante e il mio orgoglio di mamma italica ha sanguinato.
    Guardandomi intorno, poi, ho notato che tanti bambini stranieri sono più “avanti” rispetto ai loro coetanei italiani, per il semplice fatto che i genitori hanno più fiducia in loro e li lasciano più liberi di fare. Voglio provarci anch’io, penso che sia solo positivo.
    Questo per dirti che magari, ogni tanto, fare confronti può essere anche utile 😉

  3. Eh sì, cara prof, temo che sia vero. Ho ancora fresco il ricordo di una nidiata di bimbi olandesi, che mi sono parsi talmente svegli e in gamba da parere miracolosi. E la loro mamma, ben lungi dall’essere una casalinga dedita alla prole a tempo pieno, era una brillante ricercatrice universitaria… Una famiglia davvero deliziosa! Riuscirci…

  4. ciao Chiara..sorellona virtuale :-))
    grazie per i due affettuosi commenti di questi giorni per me un po’ tristi!!
    abbraccio forte te e la tua piccolina..

    p.s
    ogni scarrafone è bello a mamma soja…mai detto fu più vero.. ;-P

    ale

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