Stasera la mia maternità più che un sogno mi si è configurata come un incubo. Sul tram, davanti a me, erano seduti due adolescenti. Ributtanti. Musica a tutto volume, parolacce a ogni pié sospinto, spintoni e cazzotti. Completa incuranza di tutti quelli che, come me, erano sul tram di ritorno da una giornata di lavoro e si sono dovuti sorbire quello show di pessimo gusto, condito anche di alcuni accidentali spintoni ai vicini di posto. Erano talmente sgradevoli che, appena sono scesi, si è scatenata una sorta di solidarietà tra i quattro (tra cui io) che avevano passato buona parte del tragitto a sentirsi raccontare presunti staccamenti di piercing sulla lingua da parte di fanciulle focose e di svariati dettagli di pratiche di sesso orale, non si capiva se effettive o solo auspicate. Eravamo due uomini e due donne, tutti coetanei o quasi. "Anche noi eravamo orridi, ma non così", è stato il giudizio umano. Noi si trascendeva talora sull’allusione sconcia (ma mai così esplicita) giusto se si faceva proprio branco, in gruppi numerosi. Colpa dei genitori? La domanda sorge spontanea. Un fattore mi getta nel dubbio: "ai miei tempi" anche chi dai genitori era seguito poco o nulla non era così stomachevole. Magari era direttamente un delinquente. Ma così molesto, no.

E allora mi chiedo: comesarà essere madre di un potenziale mostro di quell’età? Ce la faremo? Certo questo aspetto mancava in toto dalle mie (scarsine, a dirla tutta) fantasticherie sulla maternità.

P.S. Volete sapere qual è l’unico sogno che avevo sulla maternità (e che coltivo ancora)? Di andare insieme, io e mia figlia, in India quando lei compirà 20 anni. Insomma, sul lato piccoli mi sentivo straordinariamente poco attrezzata. Avevo anche un certo timore a prendere in braccio un neonato, o a intrattenere un bambino. E invece sono stata meno peggio di quanto credessi, vi dirò.

Questo post partecipa al blogstorming

2 pensieri riguardo “”

  1. Negli anni mi sono convinto che quello che siamo, per una percentuale del 75/80 %, è diretta conseguenza di come siamo stati tirati su. Non sono determinista: voglio dire che, al di là dell’educazione formalizzata, dei principi espliciti sulla base dei quali i nostri genitori hanno voluto crescerci, c’è anche un altro livello, paradossalmente, forse, ancora più profondo. E’ quello che Bateson chiamava "deuteroapprendimento" o anche "apprendimento 2", ed ha a che fare più con l’implicito che con l’esplicito. Consiste in quello che abbiamo visto, vissuto, ascoltato, appreso dai nostri cari stando vicino a loro, osservando come si comportavano, come avevano a che fare con gli altri, come parlavano a noi, come discutevano tra loro, come gestivano le loro vite.
    Spesso il "come" è molto più importante del "cosa". E questi ragazzini di cui parli hanno avuto modelli (dovrei dire "educatori", ma viene forte …) che hanno fallito sia nel "cosa" che nel "come". Non sono loro ad essere peggiori di come eravamo noi. Sono i loro modelli, quelli si, che sono peggiori dei nostri genitori. E questa non è una novità, visto quello che succede in questo paese ogni singolo giorno senza che nessuno si indigni.
    Mi piacerebbe lanciarti una battutina feroce, come è mio solito, ma la questione è troppo seria per scherzarci su. Tu e Nizam avete i vostri problemi, come ce li hanno tutti, ma siete due persone speciali, sia sigolarmente che insieme.  Meryem risentirà di tutto questo. E ne risentirà positivamente. Non dico che non sarà anche lei una teppistella, almeno per qualche tempo: spesso i condizionamenti dei coetanei agiscono in maniera potente, almeno nel breve periodo. Ma la solidità affettiva di questa bambina la metterà al riparo dalle cose peggiori, cioè fare del male a se stessi e fare del male agli altri. Su questo ci posso scommettere.
    E poi ancora c’è tempo. RIlassati!!!
    P.

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