Mi sono concessa due pomeriggi di me-stessa-senza-pupa-in-ferie (in ferie ero io, non la pupa). C’era la fida Maria e io mi sono goduta cose che non ho mai il tempo di fare: l’estetista, per un sommario disboscamento, una lunga passeggiata fino a via Ostiense (a comprare omogeneizzati… vabbè, ero solo in ferie, non in incognito), la lettura di Donna Moderna sugli autubus del ritorno e, ieri, una visita al mio professore con annesse chiacchiere infervoratissime su argomenti che interessano noi e pochissimi altri sulla terra (origine e decifrazione della scrittura pseudo-gerogifica, tabuizzazione della parola "edera" nella Bibbia ebraica e amenità analoghe).

Tornando dalla visita, sul 75 che prendevo – da capolinea acapolinea – ai tempi splendidi dell’università, leggiucchiavo il manoscritto dell’ultimo articolo del mio prof (quello sull’edera) e pensavo che quasi non fa più male. Che riesco quasi a godermi solo il piacere della conversazione con lui (e ieri anche con un mio amico e ex collega di studi) senza avere in testa il ritornello "questo doveva essere il mio lavoro". Quasi. Ciò non toglie quella stana soddisfazione febbrile che si alimenta di discussioni come questa non l’ho mai provata in nessun’altra circostanza. Si vive anche senza, certo. Anzi, aggiungerei che questo godimento strano, tutto intellettuale, è persino pericoloso. Fa perdere di vista la vita di carne e di sangue e alla fine non ti dà la serenità intera. Ma a piccole dosi è straordinario e non posso fare a meno di pensare a come sarebbe stato vivere avendocelo sempre lì, a portata di mano.

4 pensieri riguardo “”

  1. Sai, io lo sto facendo questo lavoro, in un campo anche molto simile al tuo, per certi versi, ma per farlo come volevo io sono dovuta andare dall’altra parte del mondo (letteralmente). Ed e’ vero quello che dici che si corre sempre il rischio di perdere di vista la vita “vera” e soprattutto, almeno per quel che mi riguarda, che la serenita’ e’ difficilissima da raggiungere.
    Nel mio dipartimento so di qualcuno che apprezzerebbe molto gli argomenti di cui parli. 🙂
    A proposito, sai che il prossimo convegno internazionale della SBL sara’ a Auckland?
    zazie

  2. Mi viene un po’ lontano e costoso, considerando che non ho uno sponsor universitario… Peccato, perché all’SBL di Berlino, nel lontano 2001, ci divertimmo come pazzi.

  3. Chiara ti ospito io!!!

    La Nuova Zelanda e’ solo dietro l’ angolo e poi verrei con te e a trovare Zazie.
    Pero’ non mi parlate di tabuizzazione che poi mi intimidisco..

  4. Non ti preoccupare Slim, di studi biblici non ne so nulla neppure io :-).
    Al convegno ci andra’ tutto il mio dipartimento, a parte me e il collega che lavora sull’India.
    Per rispondere alla tua domanda, Belqisbis, la mia ricerca riguarda i nuovi movimenti religiosi in Giappone e il rapporto con i mass-media (come i gruppi usano i media per promuoversi ecc.) e dallo scorso luglio insegno Asian Religions (Cina e, soprattutto, Giappone) in NZ.
    Zazie

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