Solita febbriciattola del venerdì. Io sono molto tesa e nervosa e non ho preso bene questo ennesimo stop. Sono sempre più nauseata di sentire la televisione che blatera sui fatti di Verona. Bravissimi ragazzi, persone tranquille, buona famiglia. Nessuno ha toccato nessuno. Loro non farebbero mai una cosa del genere. La vittima è "quello là".

"La certezza della pena in questo caso non serve a nulla", hanno appena detto. "Sono delitti impulsivi, in quel caso il ragazzo non si ferma". Vorrei vedere se qualcuno direbbe una cosa del genere in circostanze diverse (vedi post precedente).

Questo discorso dei due pesi e due misure è tipico italiano, a mio avviso. Se la cosa riguarda me, il discorso è diverso. Che schifo, tutti sono raccomandati. Io? No, io mi sono solo fatto segnalare da mio zio, ma è chiaro, se non ci si difende… Tutti rubano, che orrore. No, io non sono un evasore. E’ che le tasse sono irragionevoli, dài, che sarà mai, una piccola cosa. E per lo stesso principio, se uno straniero sputa per strada è un animale (uno straniero, non un americano: quelli si sa che sono informali, è la loro cultura, il loro stile). Se lo fa mio figlio, com’è simpatico.

Che nervi, che fastidio. Che sensazione di essere impastoiata in una società mediocre e vigliacca, che tira fuori il peggio di ciascuno. 

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