Ho fatto anche questa esperienza. Un bel concorso pubblico, due scritti uno dietro l’altro, possibilità di accedere all’unico posto disponibile praticamente zero. Superato il mal di mano e la botta del calo di tensione mi sento però di dirmi "brava lo stesso". Non era facile scrivere un tema complesso e articolato in 4 ore. Non era facile vincere l’impulso di fuggire davanti a una seconda prova di cui so molto meno di chiunque sia archeologo (il 90% dei presenti, credo) e cercare in ogni caso di scriverci qualcosa di dignitoso. Ho usato al 100% tutta la poca preparazione ad hoc che ero riuscita a farmi. Ho cercato anche di vaorizzare tutto il resto. Non so se passerò agli orali, ne dubito fortemente. Ma in questo momento non mi era possibile fare meglio e tutto sommato credo che non fosse inutile per me farlo. Se anche non passerò la prima selezione, non avrò comunque fatto una figuraccia. E ho dimostrato a me stessa che so ancora muovermi nel campo che una volta era il mio con l’antico amore. Non è poco.

Il lato rapporti umani del concorso è stato tutto sommato gradevole. Con un’unica eccezione, ci siamo  ritrovati tutti lì (ex colleghi, amici, conoscenti, gente incrociata a convegni, etc) in un clima sereno e amichevole. Anche questo non è ovvio, considerato che siamo una bella armata brancaleone di almeno trentenni (ma più trentacinquenni/quarantenni) ingoiatori di rospi e ricevitori di batoste da quando ne avevano poco più di 20. Che tutti ci siamo dovuti inventare modi creativi di sbarcare il lunario e qualcuno c’è riuscito faticosamente e qualcuno no. Che tra noi c’è anche chi non si è potuto permettere di fare un progetto personale, di mettere su famiglia, di ambire a una vita come tutti perché ha continuato a inseguire chimere accademiche e promesse vaghe, lavorando gratis a prestigiosi progetti che curiosamente hanno in comune la caratteristica di non prevedere una voce di budget per pagare chi li realizza.

6 pensieri riguardo “”

  1. sono appena tornata da un convegno in Italia e si`, capisco bene quello che scrivi. Domani riparto, con un po` di magone, ma anche convinta di aver fatto la scelta giusta. Incrocio le dita per te.
    zazie

  2. Belqis scusa se uso il tuo spazio per comentare le parole tue e quelle di Zazie, ma come è vero. Io sto seriamente prendendo in considerazione di andarmene. A malincuore.
    Ma a volte mi sembra l’unica possibilità per riuscire a fare quello che voglio senza compromessi che non voglio e non posso fare.
    sonia

  3. Lo so, l’argomento scotta e brucia a molti. Anche io a volte mi chiedo perché non me ne sono andata. Poi guardo questa vita, mi dico che è la mia e che in fondo va bene così. Però se fosse meglio non mi farebbe schifo, ecco.

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