Reality, giorno sette. Ovvero, ultimo giorno della prima settimana. Pillola di saggezza del giorno: una bambina malata ha molta, molta più energia di una mamma malata.

In fondo è tutta una questione di tempismo. Di prontezza di riflessi, efficienza e multitasking. Appena la fanciulla crolla addormentata per quella mezzoretta, scatta il piano d’azione. Finocchi al forno, zuppa a sobollire, mirata azione di contrasto al caos che comunque avanza (la guerrigliera ora ha imparato ad afferrare dagli scaffali – anche alti – libri, CD, DVD, non ché ad aprire gli spertelli della cucina e accedere a tazzine, piatti, pentole,coperchi… La mia regola di oggi è: intervenire solo per scongiurare danni irreparabili. Tutto ciò che non è facilmente frangibile o che non ha spaventevole valore affettivo, viene abbandonato alla curda). Nel frattempo, comporre una newsletter, impostare il famoso articolo che no, non è ancora finito, ma lo sarà presto, vostro onore, lo giuro e chattare su skype con i colleghi per dare l’impressione che, malattia o no, io gestisco tutto lo stesso.
Intanto Nizam viaggia verso Diyarbakir/Amed, potenziale capitale del Kurdistan turco nonché città antichissima e immagino meravigliosa. "Fa caldo troppo", scrive il viaggiatore, poco convinto. Mi sa tanto che stasera, giunti a casa della sorella di Nizam, un’altra pecora ci lascerà le penne.
Pillola ?!… Montagna di saggezza…
Deduco che il tuo .. barcollo continua anche oggi, vero?
Ti abbraccio . Giusi.
La guerrigliera, malata o no, è davvero deliziosa !
di diyarbakir sinceramente non ricordo molto, la città invece dove ho lasciato il cuore è dogubeyazit, con il palazzo di ishal pascià che è veramente una meraviglia… ma la turchia è tutta bella, quello è stato per me un viaggio indimenticabile.
ti auguro di poterci andare (o tornare?) presto insieme al tuo nizam e a meryem 🙂