Reality, giorno venti. Man mano che mi avvicino alla meta, mi sembra di avere meno sprint. Una specie di calo di tensione… Ma, una volta di più in sintonia con Panzallaria, raduno le forze e mi esprimo. Bisogna fare e dire qualcosa contro questa riforma delle elementari e dell’università. Ma aggiungo anche: bisogna fare qualcosa contro gli emendamenti proposti dalla Lega non solo in merito alla scuola, ma anche sulla sanità per gli stranieri. Ora non ho tempo né energie, a dirla tutta. Ma ieri sentire un leghista che diceva in tv che sì, c’è qualche migliaio di persone che manifesta, ma tutte le altre evidentemente sono d’accordo mi ha fatto venire voglia di mettermi in uno stato di mobilitazione permanente. Anche se poi non mi è chiaro chi guadagnerebbe lo stipendio al posto mio, chi nutrirebbe mia figlia, che svolgerebbe quel minimo di incombenze domestiche a cui faccio ancora fronte. Forse mi servirebbe una controfigura manifestante.