Oggi è la giornata internazionale dei lavoratori migranti e delle loro famiglie. Ci sarebbero tali e tante cose da dire, in merito a quanto il nostro Paese sta decidendo in materia di immigrazione (nel silenzio assoluto di tutti noi)… Ma forse non sarebbero adeguate al tono di questo blog, che conserva nonostante tutto una sua leggerezza. Molto, a dire il vero, gira sulla rete: ma si tratta sempre di reazioni meramente virtuali, come questa mia. Oggi sono andata a un presidio davanti a Montecitorio, ma eravamo quattro gatti e sembravamo usciti da un altro secolo (sia per età anagrafica di molti, sia per discorsi che si facevano). Sono delusa? Un po’. Qui si parla di provvedimenti che negano l’assistenza sanitaria a chi non è in regola con il permesso di soggiorno. Di classi separate per bambini stranieri. Di tasse di 200 euro per ogni rinnovo del permesso di soggiorno (per ciascun membro della famiglia). Potrei continuare.
Ma più di tutte le parole che si vanno facendo in questi giorni, mi ha colpito un fatto. Forse l’avrete sentito anche voi: un ragazzino afgano di 11 o 13 anni (la versione variava a seconda dei TG) trovato morto sotto un camion mentre cercava di entrare in Italia. Uno fra tanti. Come sappiamo la sua età? Aveva addosso un decreto di espulsione dalla Grecia in cui era riportata la sua data di nascita. Ora fermatevi un secondo a fare mente locale: uno Stato europeo intercetta un ragazzino afgano, appura che è minorenne e gli consegna un decreto di espulsione. Non solo lo lascia in mezzo alla strada, ma lo respinge. Dopo avere appurato che ha 13 anni ed è solo. Non accompagnato, si dice tecnicamente. Coscientemente hanno espulso un bambino, e il caso non è unico. Non è l’Europa responsabile della morte di quel bambino e di tutti quelli di cui non sappiamo nulla? Secondo me sì. E per favore, basta parlare di sacralità della vita degli embrioni di 3 giorni. Senza nulla togliere a nessuno, mi pare che quelle stesse persone che fanno tanto can can per il diritto alla vita in casi estremi, non dicano nulla delle stragi che si consumano quotidianamente e che nella sostanza ci trovano consenzienti.
quoto tutto al 100%
per nn parlare poi del permesso di soggiorno che già ora nn dimentichiamo costa circa 70 euro, dovrebbe essere rilasciato in 20 gg e se ti va bene te lo danno dopo 12 mesi…e mentre aspetti vivi a metà…non puoi viaggiare, nn puoi fare la patente nè comprare un’auto, nessuno ti assume nè ti affittano casa perchè non si fidano….
il mio ragazzo è tunisino, è in italia da 8 mesi e ancora aspetta…e sinceramente credo sia quasi stufo e quasi deciso a lasciare l’italia
Mamma mia… a proposito, tu lo sai come si fa a segnalare un gruppo su FB che secondo me è razzista?
Perfettamente d’accordo. Facile fare i discorsi di principio, perché l’embrione di 3 giorni è un concetto astratto e se nasce sono cavoli di mamma sua.
Il bambino concreto, invece, eh, bisogna prenderlo sul serio in quanto essere umano. Ma chi fa fatica, perché proprio non ci arriva, ad adottare in una visione umanistica della vita, con i suoi dilemmi e contraddizioni laceranti, fa prima a rifugiarsi in un diolovuole e lavarsi le mani delle proprie responsabilità umane.
E comunque non è fingendo di non far niente che si risolve questo problema.