Il tempo passa veloce e inesorabile, tra prove fisiche (maledetto nervo sciatico), lavorative ed emotive. Mi sento molto tesa, come sotto esame. Bisogna andare avanti. Anche perché andare indietro è impossibile, no? Lo dice, a modo suo, anche Franceschini.
Ironia della sorte, la settimana prossima dovrò fare lezione a un gruppo di suore americane che studiano per diventare leader. Mi sembra un po’ surreale. Come parlare di rifugiati a Roma possa rafforzarle nel loro trionfale percorso verso il comando (di chi? di cosa?) mi è assolutamente oscuro.
In questi giorni, mio malgrado, ho avuto a che fare con molte tipologie diverse di persone, non tutte gradevoli. Desidero molto un superpotere: quello di schioccare le dita e far sparire nel nulla. Ma non temporaneamente. Del tutto, definitivamente. Cancellando ogni traccia dell’esistenza in questione nel passato. Non sarebbe bello?




