Il tempo passa veloce e inesorabile, tra prove fisiche (maledetto nervo sciatico), lavorative ed emotive. Mi sento molto tesa, come sotto esame. Bisogna andare avanti. Anche perché andare indietro è impossibile, no? Lo dice, a modo suo, anche Franceschini.

Ironia della sorte, la settimana prossima dovrò fare lezione a un gruppo di suore americane che studiano per diventare leader. Mi sembra un po’ surreale. Come parlare di rifugiati a Roma possa rafforzarle nel loro trionfale percorso verso il comando (di chi? di cosa?) mi è assolutamente oscuro.

In questi giorni, mio malgrado, ho avuto a che fare con molte tipologie diverse di persone, non tutte gradevoli. Desidero molto un superpotere: quello di schioccare le dita e far sparire nel nulla. Ma non temporaneamente. Del tutto, definitivamente. Cancellando ogni traccia dell’esistenza in questione nel passato. Non sarebbe bello?


Questa è la tipica sera in cui, ottimizzando le energie, avrei potuto continuare a scrivere un dotto quanto inutile articolo, oppure partorire la recensione che mi sono stupidamente impegnata a fare. Ma ho bisogno fisico di staccare il cervello. Ecco a voi la guerrigliera che tenta di strapparmi la macchina fotografica autoincitandosi ("tira…tira…").


Tagliando alla pediatra: 95.5 cm, 13.8 kg. Atezza spropositata, ormai fuori dai percentili… Sana come un pesce. Anche se sarebbe l’ora di pensare seriamente allo spannolinamento. Qui il nido non è propositivo, non si offre di collaborare. E allora vorrà dire che il mese x sarà agosto. Speriamo…


Due anni fa a quest’ora eravamo in sala parto, a vivere la giornata più straordinaria della mia vita. Ora parli al telefono, scherzi, fai i capricci, ti rannuvoli e poi ridi a crepapelle, corri su e giù, vorresti tutto il mondo e un po’ di più, sei sempre più evidentemente te stessa. Io, che mi sento più inadeguata che mai, vorrei solo augurarti buona fortuna. Hai davanti mille strade. Posso solo pregare che la tua sia sempre illuminata, piena di straordinarie sorprese, di coccodrilli innamorati e di tartarughe, affollata di persone che ti amano, ma abbastanza sgombra per permetterti di gustare la libertà a cui ambisci da quando sei nata (o forse prima). In bocca al lupo, guerrigliera.


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Nonostante io sia ridotta un po’ al limite e forse anche oltre (la famosa canna del gas di cui parla Panzallaria), oggi abbiamo festeggiato, con due giorni di anticipo, il secondo compleanno della guerrigliera. Sarà banale, ma mi pare inpossibie che sia già così grande….

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Può succedere. Due impegni di lavoro improvvisi che si sovrappongono, un buco di un paio d’ore da coprire. E’ per quello che esistono le babysitter, o anche le zie, e amche… Ma a quante famiglie succede di avere improvvisamente scoperte le ore che vanno dalle 5:30 alle 7:30 del mattino?


Nel circuito di blog che frequento c’è uno strano cambiamento. Chissà se sono solo io che lo avverto, per il particolare stato d’animo in cui mi trovo, o se c’è del vero. Mi pare che si finalizzi, per così dire. Che sia venuto un po’ meno il chiacchierare e sia invece subentrata una consapevolezza di se stessi come blogger. Bollono in pentola molti bei progetti creativi. A cui auguro ogni bene. Ma io, che creativa non sono, mi sento un po’ tagliata fuori. Mi ero un po’ viziata, a dire il vero, in termini di calore umano informatico. Sarà bene che mi dia una ridimensionata.


Ancora una volta mi trovo a pensare di essere fatta male, di avere un qualche difetto di fabbricazione. Ho finito oggi un impegno di lavoro che avrebbe dovuto darmi soddisfazione. Hanno finanziato un progetto a cui tenevo molto. Nizam è stato impeccabile nel gestire da solo la bambina ieri e oggi. La bambina medesima era in fase praticamente angelica. E allora che caspita voglio? Ho avuto un piccolo screzio con un quasi collega e la cosa mi disturba al punto che non riesco a smettere di pensarci. Non è nulla di grave o di irrimediabile. Sciocchezze davvero. Ma intanto qualcosa si è rotto nella stima che avevo di lui. Mi rendo conto di avere una reazione sproporzionata. Credo che dipenda dal fatto che ho percepito qualcosa di sgradevolmente maschile in quello che ha fatto: egoista, infantile e in un certo senso persino paternalistico. Sono davvero così "femminista"? Ero convinta di no.

Atro pensiero sgradevole: il voto. No, non ci riesco a dare il mio voto a chi ha una posizione così ambigua e inconsistente su questioni a me cruciali. Allo stesso tempo mi disturba votare chi la pensa in modo più simile al mio su alcune questioni, ma ciò nondimeno non è stato in grado di evitare un frazionamento ai limiti dell’atomizzazione. Non è solo questione di 4%. Si tratta di capacità di essere costruttivi. Data la situazione, però, immagino che sceglierò la seconda opzione, pur condividendo il bell’articolo di Scalfari su Repubblica di oggi.


Rispetto ai propositi, il bilancio è relativamente positivo. Sono andata a ballare e nonostante la ruggine mi sono resa conto che ancora ricordo una soddisfacente quantità di danze per godermi la serata (piuttosto "intima", a dire il vero: eravamo quattro in tutto), ma soprattutto per ritrovare il motivo per cui un tempo ballavo: mi piace molto questo tipo di danze, specialmente alcune. Erev ba, Eretz Israel Yafa… è stato un godimento vedere che, come usava dire il mio maestro molto tempo fa, "i piedi vanno da soli".

Tanti ricordi mi hanno assalito in un’ora e mezzo. Tanti ricordi e una grossa assenza, una sorta di buco: la mia amica Paola, con cui ho diviso moltissimo di un periodo strano e confuso della mia vita. Certo che il battito di mani di Nedunia non è lo stesso senza di lei. Peccato che poi le strade si siano aggrovigliate, interrotte, di fatto allontanate in modo sostanziale. Mi resta un profondo rimpianto e la sensazione di non aver capito, di non aver saputo fare tesoro di un’opportunità. Chissà.

Il primo tentativo di prenotare per la Slovenia è fallito: la fattoria che avevo individuato in quel periodo è già al completo. Ma non mi arrendo e cerco ancora. Sono certa che arriverò a una soluzione soddisfacente.


Ho almeno due intenzioni potenzialmente positive. La prima: prenotare una breve vacanza in agosto in Slovenia, possibilmente con alloggio in fattoria. Ci sono mille buone ragioni, in primis il fatto che è quello che desidero. Ci riuscirò? Speriamo. La seconda: oggi, dopo una buona decina d’anni (forse più), torno al Pitigliani per farmi una ballata alla giudìa con il mio vecchio maestro. Non so se è saggio, ma in fondo domani e festa. E poi perché non provare?