Splinder si è appena magiato un post, in cui raccontavo come me la sono cavata nella prima notte in cui Meryem ha dormito nella sua camera (sono sopravvissuta) e di un po’ di piccoli segnali positivi che mi hanno messo di buon umore. Ma non ho tempo ora di riscriverlo.

Mi ero però dimenticata di aggiungere che oggi, dopo vari giorni di pausa, ho ripreso la memorizzazione delle parole turche. Quelle di oggi sono: signore, signora, persona, essere, giorno, notte, tardi, come, piangere, aperto, ieri, domani.

Aggiornamento: I post non li aveva mangiati, dopo tutto. Ho perso/mi hanno fregato il cellulare. La giornata è frenetica. Ora vado a mettere su una cena, ché tra un’oretta avrò due nipotini che mi scorrazzeranno per casa…


Oggi ho fatto un altro passo avanti. Meryem ha dormito nel lettino – e non più nella carrozzina – nella sua stanza – e non nella nostra. Come era prevedibile, lei non ha battuto ciglio. Ha dormito dalle 20 alle 3.40 e poi dalle 3.50 alle 6.30, senza alcun problema, con una piccola pausa per mangiare. Ma sono fiera di dire che anche io non me la sono cavata male. Con l’Angel Care a tutto volume, che captava anche i pensieri delle cornacchie sugli alberi del giardino sottostante, un po’ rigidina nel letto e pronta allo scatto felino al primo gemito… Ma ho dormito anche io. E diciamola tutta: alle 3.40 forse l’ho svegliata io, perché mi sono alzata e ho dato una sbirciata nella stanza. In quel momento si è svegliata, magari mi ha sentito. Comunque mi ritengo soddisfatta.

Da ieri poi, con l’arrivo dell’ovetto Chicco Transfert che si attacca al passeggino, la mobilità ha avuto un vero salto di qualità. La bambina si diverte molto di più, guarda in giro e si sente più partecipe. La mia schiena ringrazia sentitamente. Chissà che sulla scia di questi positivi progressi non riusciamo anche a provvederci di macchina (più) nuova (di quella che abbiamo)… Siamo in trattative, teniamo le dita incrociate. E forse ho anche trovato una baby sitter! Mi sento in piena ondata di ottimismo.

Mia madre sostiene che tutto si deve a S.Antonio. Il santo, che ci vede costanti donatori da decenni per i suoi molteplici interventi nel rinvenimento di cose smarrite nei meandri delle nostre case, negli ultimi tempi ha allargato il giro di affari e ha diversificato le attività. Forse perché mia madre è cliente abituale e di fede incrollabile, si è infatti prodotto in un intervento spettacolare finalizzato ad inserire i miei due nipotini nelle classi desiderate da mia sorella – le liste delle classi sono state modificate da mano ignota la notte prima dell’apertura delle scuole!!! – e ora mia madre ha ampliato la gamma delle richieste. Che dire, dai primi segnali pare che si stia dando molto da fare. Staremo a vedere!


Meryem oggi è stata bravissima. A dire il vero, ogni volta che riceve visite è angelica, quasi finta (c’è stata, a tutt’oggi, una sola eccezione). Sorride, ridacchia, dà soddisfazione all’ospite di turno (nello specifico, il mio prof dell’università e signora), spesso si addormenta. Io in compenso stamattina ero idrofoba. In 15 anni di frequentazione, questa era la prima volta che il prof veniva a casa mia. Ho iniziato a pulire alle 6.30. Alle nove, a un paio d’ore dall’arrivo degli ospiti, ero in panico assoluto. In cerca di incoraggiamento, chiamo Nizam. Frammento di conversazione da manuale. Io: "Beh, insomma, se lui si prodigava un po’ di più per farmi fare carriera all’università, adesso avrei una casa più bella e non mi vergognerei così!". Lui, lapidario: "Non credo".

Comunque è andata. Per l’occasione Meryem ha indossato le sue prime calze da femmina, con sommo orrore di sua zia Vittoria. Lei non ha battuto ciglio. Comunque ora che la temperatura si è scaldata, gliele ho tolte (comunicazione di servizio per zie apprensive: la principessa è stata liberata dalla terribile costrizione!). Ora ho un sonno tremendo. Sarà il calo di tensione. Credo che mi farò una pennica…


Reazioni di Meyem al vaccino (finora): assolutamente nessuna. Salvo il fatto che ha dormito più del solito durante la giornata di ieri. Ma direi che ci si può stare, no?


Facciamo un bel test impegnativo, preso dal blog di Rusalka, così mi passa questa mezzoretta prima delle vaccinazioni di Meryem e forse mi si placa l’ansia…

1.Un libro che ti ha lasciato indifferente nonostante la critica: Vai e vivrai di Radu Mihaileanu e Alain Dugrand. Non che fosse male, ma francamente mi aspettavo di più.
2.Un libro che svelato il tuo animo romantico sotto la dura corazza di acciaio al molibdeno: Venetia di Georgette Heyer.
3.Un libro vomitevole: Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pincola Estès. Ma questo giudizio mi è quasi costato un’amicizia.
4.Il libro della tua infanzia che non tramonterà mai: Piccole donne, ma anche Piccole donne crescono, Piccoli uomini e i Ragazzi di Jo. E non dimentichiamoci di Mary Poppins!
5.Un libro dell’infanzia tramontato ignobilmente in gioventù:
Non ricordo esattamente i titoli, ma ce ne sono vari che penso che, pur molto amati a suo tempo, non resisterebbero a una lettura attuale. Uno mi pare si chiamasse Violetta va in campagna, o simili. E c’era anche Rose e gli otto cugini…
6.Un libro altamente sopravvalutato:
Il pendolo di Foucault di Eco.
7.Un libro che proprio non riesci a finire nonostante tutto: Anche in questo caso, ce ne sono vari. Il primo e più famoso, La casa in collina di Pavese. E non dimentichiamo Tolkien.
8.Un libro che hai fatto finta di apprezzare per far colpo sull’altro sesso ma in realtà ti faceva schifo: Non credo mi sia mai successo.
9.Il libro più “alto” che hai mai letto: Non mi viene in mente, francamente.

10.Un libro che vorresti aver scritto tu (ad esserne capace…): 
La casa degli spiriti di Isabel Allende. Ma anche molti altri.
11.Un libro che non hai mai capito che cavolo volesse dire l’autore e, soprattutto, che cavolo l’hai letto a fare tu: Vedi domanda 3. Ma anche Doppio sogno di Schnitzler.
12.Un libro che toglie ogni dubbio sulla orrenda natura umana: La morte non mi ha voluta di Yolande Mukagasana. Ma ce ne sono molti altri, a dire il vero.
13.Il libro perverso per eccellenza: Il grande libro dei dolci… Ha delle zoommate di creme al cioccolato davvero perverse!
14.Un libro buono per tutti gli usi: Il piccolo principe
15.Un libro che ti fa riflettere e senza retorica: Korogocho di Zanotelli, è il primo che mi viene in mente.
16.Un libro che ti sembrava erotico nei picchi ormonali e che ora ti mette solo sonno alla quarta riga: Non saprei.
17.Un libro finto colto ma in realtà pieno di cazzate: Moltissimi libri sulla Bibbia e sul Vicino Oriente in genere!
18.Un libro che renderesti obbligatorio da leggere a scuola: Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio di Amara Lakhous. Un po’ di leggerezza non guasta, quando si tratta di temi seri!
19.Un libro cui vorresti riscrivere il finale: Mi capita più con i film che con i libri. Ma ricordo una sensazione del genere con Sale e zafferano di Kamila Shamsie.
20.Un libro che è finito troppo presto: I gialli della Vargas e Testimone inconsapevole di Carofiglio. Forse anche La bastarda di Istanbul di Elif Shafak.
Aggiornamento vaccinazioni. Meryem, da brava guerrigliera curda, non ha battuto ciglio. Ha sorriso garbatamente all’infermiera, si è fatta fare la puntura e non ha neanche pianto. Impassibile. Poi ha trangugiato la sua poppata con la consueta avidità e ha dormito tutta la mattina, mentre io passeggiavo e cercavo di riprendermi buttando giù bicchieri di tè freddo al limone – ho avutocura di cambiare bar ogni volta che reiteravo la cosa, per evitare l’effetto alcolista. E’ la prima e credo non l’ultima volta che non mi sono sentita all’altezza di mia figlia. Meryem ha continuato a dormire anche a casa, mentre si consumava la tragedia del sifone con conseguente allagamento della cucina – una costante della mia vita – di cui ora non mi va di parlare. Poi ha mangiato di nuovo e ora ridorme. Se le vaccinazioni le fanno questo effetto, ce la porto tutte le mattine…

Oggi ho in programma una spedizione in ufficio, nel pomeriggio, tempo e Meryem permettendo. C’è la presentazione dei progetti nelle scuole e anche se sono ovviamente ancora in maternità, mi farebbe piacere farci un’affacciata. Io sono responsabile di questo progetto, il cui raggio d’azione da quest’anno dovrebbe espandersi dal solo Lazio ad altre due regioni d’Italia (almeno). Tra poco tra l’altro ci sarà la premiazione del concorso letterario "La scrittura non va in esilio", su cui Giovanni Maria Bellu ha scritto un pezzo su Repubblica un paio di giorni fa. Insomma, i progetti nelle scuole – che pure portiamo avanti con scarsissimi mezzi e un po’ di fatica – sono forse la maggiore soddisfazione del nostro lavoro attuale. Quindi, sebbene mi senta un po’ stupida a interessarmi del lavoro in questo momento (forse lo sono, pensandoci), io e Meryem vedremo di esserci, oggi, ad incontrare professori e "testimoni".

Aggiornamento. Sono proprio rincoglionita, la riunione era ieri. Vabbè, pazienza. Del resto, pioveva…

Ho deciso di non barare troppo nel mio apprendimento di nuove parole turche, cercando di non vivere troppo di rendita con quelle che già so. Cerco dunque di prendere nota di vocaboli nuovi dai titoli dei telegiornali (i tg turchi fanno un abbondante uso di titoli, titoletti e sottotitoli, in che mi facilita non poco). Le parole di oggi sono: veleno, carne, casa/sposato (sono due parole correlate, contano una), panorama, felice, attento, calmo, arrendersi, incubo, fratello/sorella (idem come sopra). Aggiungo le 5 W del giornalismo, che nella versione turca diventano 5 N e 1 K: cosa, dove, perché (causale), perché (finale), come e chi. Da notare che del quando sembra non fregargliene granché. Però pensandoci io comunque lo so dire! Sono soddisfazioni…


Il tempo è grigio e appiccicaticcio, il che non giova particolarmente all’umore. Mentre ieri mi ero fatta la mia lista di cose da fare e già dalla mattina presto ne andavo spuntando voci con soddisfazione, oggi sto qui seduta a guardare questa luce lattiginosa e non riesco a ingranare la marcia. Non so nemmeno a che ora deve mangiare Meryem, l’ultima volta che ha mangiato non ho guardato l’orologio… Immagino che troverà il modo di farmelo sapere.

Pensavo in questi giorni di mettermi più seriamente a imparare il turco. Qualcosina di strutture grammaticali la so già, il buco nero è – come sempre, nel mio caso – la memorizzazione di vocaboli. La mia idea sarebbe dunque prendere una rubrica e memorizzare dieci parole al giorno. Funzionerà? Certo che se piuttosto mi mettessi a fare ginnastica tutte le mattine la linea ne gioverebbe di più. Ma fa ancora troppo caldo per questo….

Aggiornamento. Ho preso una rubrica e ho scritto le prime dieci parole turche che mi venivano in mente. Per la cronaca, sono: militare, città, grande, cadere, trovare, molto, importante, bosco, porto, morire, punto. In effetti sono undici. Vabbè, fin qui è facile. Ho deciso che i numeri da uno a dieci non contano, perché li so e non contano neanche i giorni della settimana, anche se continuo a confonderli… 


Tre mesi….

Dopo una giornata non esaltante e una serata ancor meno piacevole, Meryem ci ha fatto il suo regalo: un paio di vere risate!


Nel mio piccolo, nonostante i rodimenti di fegato passati e probabilmente futuri, sto seguendo con la cosa dell’occhio la campagna per le primarie. Ho un po’ paura a crederci fino in fondo, diciamocelo. Ho avuto qualche esperienza diretta di politici e politicanti per questioni connesse al mio lavoro e, in generale, mi si sono rizzati i capelli sulla testa. Però credo che sia giusto e onesto valutare gli sforzi di chi, come si suol dire, scende in campo.

Tutto sommato ci sono ben tre dei candidati che non mi farebbero schifo e vorrei dire perché. Uno è Letta, che ho sentito parlare qualche volta e che mi sembra molto ben preparato. Il secondo è ovviamente Veltroni, quasi troppo bello per essere vero… Scherzi a parte, l’ho sempre apprezzato per la sua capacità di prendere le cose sul serio. Come sapete, lavoro – come si suol dire – nel sociale, un terreno che si presta molto a dichiarazioni di intenti e di buona volontà, ma che purtroppo di solito viene nei fatti ignorato, perché costa molto e paga poco. Devo dire che Veltroni, da sindaco, pur non avendo fatto miracoli ha avuto il merito di scegliere e mantenere un assessore alle politiche sociali che lavora come una matta. Con tutte le magagne che è possibile, anzi possibilissimo, trovare, Raffaella Milano è sempre lì, dalla mattina presto alla sera tardi. E un’altra cosa ho chiara in mente di Veltroni: nell’occasione dello sgombero dell’insediamento abusivo di sudanesi e eritrei alla stazione Tiburtina, una situazione che semplicemente non era possibile risolvere bene, ha certamente avuto il merito di dedicare molto tempo al difficile ascolto dei rappresentanti delle comunità sudanesi. Poi si potrebbe discutere molto su cosa è stato fatto, certo. Ma il tempo l’ha trovato e sarebbe stato facile dire che il sindaco di Roma ha troppo da fare per queste cose.

Ma con buona pace di Walter, la mia scelta l’ho fatta. Voterò Rosy Bindi, per vari motivi che non ho ora tempo di esporvi perché la piccola mi reclama. Intanto leggetevi quelli addotti da Gad Lerner, che condivido abbastanza.