E’ venerdì, manca pochissimo alla fine della giornata e sono riuscita abbastanza nel proposito di prendermi meno incavolature sul lavoro (oddio, la mattina non sono stata in ufficio e il pomeriggio l’ho passato quasi da sola, quindi non è stato così arduo, a dirla tutta…).
Ho anche l’intento preciso di passare un bel fine settimana, ecco. Domenica scorsa mi sono fatta prendere dalla malinconia come un’idiota e la cosa non deve ripetersi, per nessun motivo. Stasera ho un invito a cena, domani la torta del compleanno del nipote e poi spero di trovare il modo di fare un paio di visite strategiche in vista di racimolare arredi per la cameretta. Quindi avremo il nostro da fare!
Sto iniziando a pensare seriamente al prossimo convegno degli Orientalisti a Pavia. Vorrei proprio esserci e sto cercando di mettere a fuoco una volta per tutte quella piccole resistenze che mi si agitano nella pancia ogni volta che ci penso. Non so metterle in ordine di priorità, né capire quali siano alibi: ma tant’è.
1. La gravidanza. Avrò problemi? Sarò una seccatura per qualcuno? Insomma, è prudente e opportuno?
2. Il lavoro. Questa è davvero la più idiota. Dovrei prendere un paio di giorni di ferie, non è davvero la fine del mondo. Tra l’altro tutto il sabato precedente lavorerò, quindi uno dei due giorni in teoria potrebbe/dovrebbe essere considerato recupero. Eppure mi secca.
3. Non credo proprio che Nizam ci verrebbe, sia per il lavoro (figuriamoci se si prenderebbe tre giorni! già convincerlo a non lavorare la domenica è un’impresa…), sia perché obiettivamente del convegno non gli frega nulla e la compagnia non è per lui particolarmente appetibile. Certo è che, specialmente in relazione al punto 1, io sarei infinitamente più tranquilla se lui venisse.
4. Questo è veramente il più difficile da formulare. Ho un certo timore di trovarmi a disagio in un ambiente che una volta era il mio al 100% e in cui, negli ultimi anni, mi sono sentita sempre più una marziana. Lo stesso timore mi è venuto ieri sera, dopo aver ricevuto un invito a una cena che in realtà mi ha fatto molto piacere, ma che poi mi ha fatto balenare immediatamente una situazione in cui forse non avrei nulla da dire a nessuno. Come spiegare meglio? Ho un po’ il timore di cercare qualcosa che non esiste più, se non nei miei ricordi/rimpianti. In realtà, per un processo analogo, non mi è dispiaciuto più che tanto non andare alla festa curda di ieri sera (anche se quando mi hanno detto che è stata bellissima ho rosicato assai): so che avrei cercato di replicare quello che ormai è passato. Allo stesso tempo però mi dico che non devo nemmeno avere la fobia di cercare di ricollocare questa "nuova me" anche in contesti parzialmente vecchi.
Magari sono solo paturnie. Se mi conosco, a Pavia andrò. Magari me ne pentirò, ma ci andrò.
fregatene! vai per il convegno e per te stessa prima di tutto…
non rischiare di metterti i bastoni tra le ruote da sola. te lo dico perchè sono come te e mi sono persa mille occasioni per questo motivo…
per la gravidanza, non ti preoccupare.
sei andata recentemente a bruxelles mi pare di ricordare, no??
dai, su, non rischiare che un brutto ambiente inquini le tue passioni: sono due cose diverse!
baci
Panz
Punto 1: se stai bene in generale, non preoccuparti della gravidanza. Nella peggiorissima delle ipotesi, sappi che puoi contare su di me e io so bene cosa fare in caso di emergenza.
Punto 3: se Nizam avesse voglia/possibilità di accompagnarti, ti posso dare qualche indicazione su come passare il suo tempo a Pavia nei momenti in cui tu sei impegnata col convegno.
Punto 4: ricorda che a Pavia ci sono anche nuove conoscenze, che di lingue orientali antiche sanno poco e niente! 😉
Un saluto
Chiara non loggata