L’ecografia, che emozione

Commentiamo il commento di Panz, che delle ecografie scrive “sono sempre momenti così belli”. Nella mia esperienza, le ecografie sono belle specialmente quando finiscono. Per il semplice motivo che mi tolgo il macigno di ansia che mi accompagna piacevolmente nelle ore precedenti. Io non so se questo dipenda dal mio ecografo (ecografista?), che verbalizza l’esperienza in forma di checklist di sfighe da escludere una dopo l’altra. O forse anche dalla Meryem, che ha maturato una profonda avversione per la strumento (e forse anche per la persona che lo usa) e dunque oppone strenua resistenza. La scena dell’ultima volta è stata la seguente: il dottor R. cerca per 20 minuti di puntare l’affare sulla testa della pupa, che si divincola e si sposta di continuo (incidentalmente, massacrandomi di calci/gomitate/testate); il dottor R. la insegue, scavando sempre più a fondo nella mia pancia, il che, abbinato all’attività motoria della fanciulla, non è esattamente la cosa più piacevole che abbia provato negli ultimi mesi. Segue commento, assolutamente superfluo: “Sa, si muove”.

Comunque ne siamo uscite vive anche questa volta ed è sperabile che sia l’ultima volta che incontro il dottor R. Il responso è che ila piccola ricerontessa pesa ben 1, 9 Kg, sta benissimo e per il momento è a testa in giù e schiena verso l’esterno (ma sulla sua ubicazione finale il dottore pareva alquanto scettico, visto quanto si muove). Per il momento non si è strangolata con il cordone (il dottor R. ha sempre un modo così rassicurante di formulare le cose…). E’ di coscia lunga (femore 6,1) e pesa quanto una bambina di tre settimane di più (o due: il dottor R. resta convinto che io sia alla fine della 30° settimana e non alla fine della 31°, perché così aveva deciso ai tempi dell’ecografia morfologica. Io ho osservato che magari, viste le dimensioni, potrebbe semplicemente essere nei tempi. Lui lo esclude: dice che è piccola di età, ma alta e grassa).

Il padre, da parte sua, dopo aver recuperato in corner uno scivolone che gli sarebbe stato rinfacciato per la vita (si era dimenticato dell’appuntamento e a 30 minuti dall’eco stava ancora lavorando… Come abbia fatto in 25 min a smettere di lavorare, arrivare a casa, fare una doccia, cambiarsi, raggiungere lo studio medico e trovare parcheggio resta un mistero. Ma l’ha fatto), si è semplicemente convinto che Meryem farà la modella e manterrà noi e tutta la famiglia curda rimasta in patria.

3 thoughts on “L’ecografia, che emozione”

  1. 🙂
    Non ti spaventare delle dimensioni: anche Amelia era su quel peso alla terza eco, ma poi è nata una bambina normalissima (3,280).
    Ah, e quello che si lasciano scappare i gine terroristi… non ascoltarli!!!!
    Ciao
    Chiara

    PS: poi a Pavia hai deciso se venire o no? 🙂

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