Il "memo al 17/04/07" redatto da Berardino comprende 50 voci. Era un po’ che non ci presentava queste liste di cose da fare, meticolosamente divise in sottopunti, che sono allo stesso tempo ansiogene e rassicuranti. Rassicuranti perché il caos indistinto del "casino di cose da fare" viene suddiviso, sminuzzato, ordinato e ripartito tra le persone (tre) coinvolte. Come nei miti delle creazioni del Vicino Oriente, quando il corpo informe del mostro del caos viene abbattuto e tagliato in tanti pezzetti, ciascuno al suo posto. E alla fine, non senza una fatica della madonna, la testa del mostro diventa la montagna, gli occhi sorgenti, la pancia cielo… No, non sono matta. Non sono nemmeno ubriaca di Coca Cola Light. Sto solo dandovi un libero adattamento del mito babilonese di Marduk e Tiamat, interpretato in chiave di organizzazione aziendale.

Morale della favola: il lavoro è davvero tanto, tantissimo. Ma è stato bello, dopo tanto tempo, ritrovarsi insieme, noi tre colleghi, a fare una riunione fiume a carattere… cosmogonico. In cui sono emerse tante difficoltà e più di un interrogativo angoscioso – e irrisolto. Ma c’è stato modo anche di ridere insieme della sequela di sfighe che ci troviamo ad affrontare, fermo restando che noi speriamo che ce la caviamo anche stavolta. Dico dico, ma alla fine ci sono delle cose del lavoro che mi mancheranno. Un promemoria: quando sarò travolta dall’oceano primordiale delle cose da fare per la bambina, la tecnica di Berardino di fare una bella lista dettagliata e spuntarla via via potrebbe essere una tecnica per esorcizzare l’angoscia (se non la fatica).

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