Sono triste, preoccupata e anche arrabbiata. Ho appena saputo che la madre di un mio caro amico sta molto male, in parte probabilmente per responsabilità dell’ospedale in cui è ricoverata. Mi ripeto che è inutile in questo momento aggiungere all’ansia di queste ore anche il dubbio che se vivessimo in un altro paese probabilmente le cose andrebbero in modo diverso. Ma è più forte di me.
Non so se ti può consolare sapere che questo genere di cose non succede solo in Italia… e cmq non in tutti gli ospedali e non in tutti i reparti.
A Pavia, per esempio, c’è un’accozzaglia incredibile di situazioni: passi dalla cardiologia di Viganò, un reparto nuovissimo con tecnologie avanzatissime e personale magnifico, alla gastroenterologia, con personale magnifico ma strutture fatiscenti, a ostetricia / neonatologia, dove i neonati passano in corridoi non riscaldati in inverno e non condizionati in estate. Salvo poi scoprire che il bambino del mio capo, nato nella clinica più “in” di PV, ha avuto problemi gravi perché nella clinica “in” non hanno patologia neonatale e, pur sapendo che il parto era a rischio, non gli hanno detto nulla.
In periodi come questi bisogna tapparsi occhi e orecchi e pensare solo a se stesse. Se no l’ansia sale oltre il dovuto…