A questo punto ho l’impressione che la bimba prema e spinga da tutte le parti possibili. E mi sembra impossibile che sia già passato tutto questo tempo. Mi ricordo ancora di quando mi segnavo le settimane sull’agenda e maggio, giugno erano lontanissimi. Ora ci siamo e io, nonostante tutto, non credo di aver pienamente realizzato. Ho varie preoccupazioni, questo sì, e non tutte hanno direttamente a che fare con il prossimo lieto evento. A volte sono insofferente per il fatto di non riuscire a fare tutto quello che vorrei, con questa pancia che tira e pesa. Ma va anche detto che non sono mai stata trattata come se fossi stata di vetro in questa gravidanza: Nizam, proveniente da dove la crescita zero non si sa cosa sia (il numero dei suoi nipoti si aggira intorno ai 25 ed è in costante aumento), non considera la gravidanza "un’esperienza pazzesca", ma un fatto assolutamente all’ordine del giorno, che non stravolge più di tanto il normale andamento della vita quotidiana. A volte avrei voluto essere considerata un po’ più speciale, ma in fin dei conti questo suo atteggiamento mi ha fatto un gran benee credo che, oltre alla fortuna, sia stato una componente di questi mesi singolarmente privi di acciacchi e di malesseri.

E ora staremo a vedere cosa ci riserva il prossimo futuro. Nascerà prima? Nascerà dopo? Come reagirò, fisicamente e emotivamente? E "tutto il resto", come si andrà a collocare? Al momento di andare al convegno di Pavia mi ero fatta molti problemi, che si sarebbero poi rivelati esagerati rispetto alla realtà. Ora non azzardo nemmeno previsioni.

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