Ieri, mentre io e Meryem passeggiavamo al centro, mia madre partecipava al funerale di Claudio Rinaldi, suo ex alunno, rimastole sempre affezionato e vicino anche nella fase "famosa" della sua vita. Per questo sua moglie ha voluto che mamma dicesse qualche parola in una chiesa stracolma di nomi illustri, in un ambiente che è mille miglia lontano dal suo. Stamattina mi raccontava, ancora un po’ provata, la pessima impressione fattale dal sacerdote, che non ha permesso a nessuno di fare una preghiera spontanea, che ha incentrato la predica su come i giornalisti siano tutti uomini di menzogna e che ha detto persino che avrebbe destinato le offerte raccolte – e che ovviamente si aspettava sostanziose – per "dire messe in memoria" del defunto.
Oggi mamma mi ha mandato per e-mail (a ottantadue anni ha imparato anche ad usare la posta elettronica!) le poche parole che ha dedicato a quello che forse è stato il più brillante dei suoi alunni. Mi commuove sempre il modo sobrio e allo stesso tempo affilatissimo con cui mia madre riesce ad esprimere i suoi sentimenti. Nel messaggio osservava che le sue parole saranno certamente suonate strane in quel contesto. La frase finale vorrei condividerla anche con voi: "Questo Dio, che è tanto più vicino quanto meno se ne pronunzia il nome, ti accolga nel suo amore senza limiti".
Grandissima! Non mi stupisce con insegnanti così che da scuola escano dei geni come il compianto Rinaldi.