Ieri è stata una giornata tosta, che seguiva a l’altro ieri, giornata tostissima. Per altro la serata si è conclusa in bellezza, con Meryem vispa e sveglissima fino alle nove e mezza di sera (di solito alle sette, sette e mezza dorme) e litigata finale con Nizam. Archiviato il tutto, oggi mi sento un po’ giù di corda, ammaccata e ancora stanca (anche se alla fine il diavoletto ha dormito tutta la notte).

Riflettevo in questi giorni su questi primi sei mesi, relativamente facili e tranquilli, specialmente se paragonati all’esperienza di altre persone. Notavo che tutti i momenti di tensione, perché di passaggio (trasferimento della bambina nella sua camera, passaggio al passeggino, inizio dello svezzamento, vaccinazioni, babysitter e allontanamento da me per varie ore), in realtà non hanno mai creato problemi alla bimba, ma a me. E’ come se questa situazione facesse emergere tutte le miei insicurezze, anche quelle meglio camuffate. L’istinto mi dice che la cosa principale è non trasferire queste mie debolezze sulla bambina e finora ha funzionato. Mi spiego meglio: sarebbe stato molto comodo tenermi la bambina in camera con la motivazione ufficiale che, come tanti altri bambini, era lei a volerlo. In realtà sarei stata io a non dover affrontare quell’ansia. Per fortuna fino ad ora non ho mai avuto problemi ad ammettere, a me stessa e agli altri, che la coniglia sono io. Dirlo, scherzarci su, mi aiuta ad esorcizzare la paura di non essere all’altezza. Però molti (soprattutto molte) mi guardano strano quando mi sentono fare questi discorsi. Mi dicono che devo credere di più in me stessa. Ma io credo in me stessa, forse anche troppo. Per questo ammettere le mie molte pecche non mi paralizza. No, non sono affatto umile e mi stupisce anche sembrarlo.

4 pensieri riguardo “”

  1. Secondo me sei una mamma intelligente e responsabile : i dubbi e le insicurezze sono più che normali ,ma mi sembra che tu agisca in modo lucido ed equilibrato
    per superarle.
    Un abbraccio. Giusi

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