Reality, giorno otto. Sono tornata al lavoro, lasciando una guerrigliera indignata e urlante tra le braccia della tata. Mi sento un po’ meglio, anche perché la fanciulla, bontà sua, ha dormito tutta la notte. Piccola confessione: la settimana prossima devo partire per tre giorni e mezzo e sì, sono preoccupata, mi sento un po’ in colpa… ma sono anche elettrizzata! A parte oceaniche riunioni di lavoro (ma in una compagnia che in verità mi piace abbastanza) il programma prevede un intero pomeriggio libero a spasso per Berlino e una cena offerta dai Gesuiti tedeschi al ristorante turco (viva viva l’intercultura)! Io amo Berlino. Specialmente Berlino est. Credo davvero che potrei viverci, almeno per un po’. Ci ho vissuto bei momenti della mia vita, ma non è solo questo. E’ una città affascinante, con cui mi sento in sintonia. E’ Germania, ma fino a un certo punto. Convivono in giusta dose civiltà e caos, tradizione e guizzi inaspettati, addirittura disorientanti. Dunque questa madre degenere è fermamente intenzionata a godersi l’inaspettato regalo della sorte (se avessi saputo il programma in anticipo probabilmente sarei rientrata mezza giornata prima, ma ormai il biglietto è fatto…). E non sottovalutiamo un altro elemento: questa partenza porterà via una bella fetta della seconda settimana senza Nizam.

1 commento su “”

  1. Io da anni vivo fra Roma e Berlino. Adoro Berlino, in particolare quella Est, è vero…lì ho passato i momenti più belli (e anche alcuni di quelli più bui) della mia vita. E’ un pezzo della mia anima questa città e mi stupisco di come un posto riesca a entrarti nelle viscere così tanto, senza riserve…

    Dani

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