Non sono nata per fare l’ufficio stampa. Non vedo l’ora che la mia cara collega ritorni dalla maternità e si riprenda in carico questi soggetti inquietanti che sono i giornalisti. Telefonata di poco fa. "Pronto, sono Pincopallina di Radio XYZ. Volevo registrare un’intervita sull’iniziativa Tal dei Tali. Ma devo avere conferma immediatamente". Provo a spiegare alla signorina che deve esserci un errore: non mi risulta che organizziamo nulla del genere. "Sì, lo so", risponde lei un po’ scocciata. "L’iniziativa è organizzata dall’Associazione XXX. Ma lei è l’ufficio stampa, no?". Chiarisco che sono l’ufficio stampa del Centro Astalli, non dell’Associazione XXX. Questo non la induce a desistere. Argomento che non siamo minimamente coinvolti, che non saprei proprio che dirle. Le mie certezze iniziano a incrinarsi leggermente davanti a cotanta sicurezza. "Ok, verifico se aderiamo all’iniziativa e la richiamo", arrivo a dire. "Sì, ma in fretta, grazie". Verifico in fretta, quasi all’istante. Non abbiamo nulla a che fare con ciò. Chiamo Pincopallina: "No, mi dispiace, non posso proprio aiutarla". "Ma lei quindi dice che dovrei chiamare direttamente l’Associazione XXX?". Direi di sì. E comunque cancella il mio numero dalla tua rubrica, grazie.

2 pensieri riguardo “”

  1. Quando ti ha detto “Ma lei quindi dice che dovrei chiamare direttamente l’Associazione XXX?” avresti dovuto rispondere “Neanche per sogno! io proverei prima con almeno altre tre o quattro Associazioni che non c’entrano un cazzo. Tante le volte ….”.
    Ti ho esposto già il mio programma per quando sarò imperatore assoluto di questo paese? Dopo il primo atto rivoluzionario (abolizione del calcio professionale per due anni) viene l’abolizione dell’ordine dei giornalisti. AL momento salvo quelli di Report e Iacona. E forse Sinibaldi di Fahrenheit.
    Preparati: tu sarai la mia consulente (sempre assoluta) per le religioni del Vicino Oriente antico.

Scrivi una risposta a utente anonimo Cancella risposta