Ho comprato uno zainetto. Non ne compro uno dai tempi della scuola (un glorioso invicta, durato più di un decennio), ne ho avuto uno nuovo per la laurea (stupendo, un Kipling rosso compreso di gorilla di peluche regalatomi da mio cugino Andrea e sua moglie Graziella: una seconda pelle negli anni dell’inebriante sogno post universitario). Ora, i folli su e giù di questo mese di marzo, mi hanno indotto a una scelta di ritorno, per dir così. Uno zainetto di nuova generazione, comprensivo di trolley per darsi un tono, ma che mi risolve il problema dei tragitti con simultanea presenzadi trolley e passeggino. Però non ricordavo che meraviglia fosse uno zaino. Che godimento si prova a far sparire tutto nelle tasche. Mi sento efficiente e confortata. La guerrigliera sembra essersi ripresa. Incrociamo le dita. E facciamo finta che questi troppo frequenti tragitti in aereo non mi causino una neanche tanto lieve apprensione.

3 pensieri riguardo “”

  1. Guarda, lo zaino è la mia salvezza da almeno 30 anni. Adesso ho quello doppio dell’IKEA, che ci metti il computer, lo scindi, te ne porti uno o due a seconda delle necessità, e mia madre è già pronta a rubarmelo, mia zia gira solo con uno vecchio che le avevo mandato tempo fa, insomma, ho contagiato tutta la famiglia.

  2. a propo di zainetti: la frollina non vuole più togliersi la melina dalle spalle!!!!

    sono stata benissimo ieri: grazie davvero.

    anche io ho comprato uno zaino che erano secoli. Me lo porto in trasferta e me ne fotto se non fa molto donna in carriera. diciamoci la verità: lo zaino quando devi usare due mani con i figli o sui treni è decisamente la cosa più comoda!

    ciao
    panz

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