Ed eccola di nuovo, quella affermazione orrenda, stantìa e persino surreale che tanto mi aveva scandalizzato durante la campagna elettorale anni fa: "Non vogliamo un’Italia multietnica". Visto che l’Italia lo è già, multietnica (a partire dalla mia famiglia), come dobbiamo interpretarla? Una chiave di lettura è data dal fatto che è stata pronunciata per legittimare i "respingimenti" (o più correttamente, le deportazioni) di migranti e potenziali richiedenti asilo in Libia. Dobbiamo dedurre che un giorno non lontano qualcuno potrebbe chiedere al mio compagno e a mia figlia di andare altrove perché qui non sono graditi? I paragoni sono facili, anche se Fiamma Nirenstein li definisce scandalosi. Scandalosi ma fin troppo calzanti, signora mia.

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