Ieri sera mi ha chiamato Don Chisciotte. Credo di averne già parlato in un post, si tratta dell’animatore di un movimento antirazzista di quartiere. Dopo un paio di sedute di cospirazione politica dal basso, persesi tra i mille rivoli tipici delle riunioni del genere, io continuo a seguire da lontano. Ieri lui mi propone un incontro di conoscenza. Beh, perché no. Viene lui qui, dopo cena, non devo sistemare Meryem né modificare sostanzialmente i ritmi della giornata. Potenzialmente mi pare una persona interessante e stimabile e c’è una parte di me che dice che forse dovrei impegnarmi maggiormente in questa politica di quartiere, in un momento come questo (continuiamo a omettere ogni commento sulle decisioni politiche recenti, che è meglio). E, soprattutto: sono lusingata. Al liceo non potevo fare politica perché non ero abbastanza figa. Lo spirito di rivalsa risucchia ogni ragionevolezza, allo stato attuale. Vi farò sapere come finisce. Se mi farò coinvolgere in occupazioni o nella coltivazione di un orto comune. O se, più semplicemente, stringerò qualche conoscenza in più nel vicinato.

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