Il mio diavolo tentatore personale si chiama Stefania. Ha un dolcissimo sorriso, la voce suadente, è spiritosa. E ha una boutique. Esatto. Un costosissimo negozio di vestiti. Un posto dove, se fossi un minimo ragionevole, non dovrei entrare mai. Però non è un negozio qualunque. Era il magazzino di una bancarella di vestiti: quella di suo padre, Emanuele, che ancora se la gestisce in tutta serenità lì sullo stesso marciapiede. Io ci compro gli antiscivolo per Meryem, ad esempio. Ci vado da quando ho memoria e me lo ricordo, quel magazzino. Emanuele ti ci faceva anche entrare, per provarti al volo qualcosa. C'è una storia, dunque, la storia di una donna giovane e intelligente, con uno straordinario buon gusto, che ha saputo mettere su un'attività di livello eccellente e sceglie personalmente tutto ciò che vende. Senza nessuna puzza sotto il naso: il nome del suo negozio, Emanuele, parla da sé e per chi vive a Monteverde dice tutto. Tra noi c'è un feeling straordinario. Ci divertiamo come matte. Ci sono quelle volte che un acquisto praticamente si impone, che la mamma si commuove, che – come oggi – cedo di schianto e basta, senza alcuna ragionevolezza. Ma io adoro Stefania perché, anche se sa perfettamente che non sono "una buona cliente" e non credo che lo sarò mai (a meno che non diventi improvvisamente ricca, eventualità alquanto improbabile), non mi nega mai l'effetto Pretty Woman. Mi conosce come le sue tasche, mi fa provare praticamente solo cose che mi piacciono. Chiacchieriamo, scherziamo, giochiamo alla sfilata. Mi prova accessori che non mi comprerò mai, perché non me li posso permettere, ma così me li posso vedere addosso. Si gioca.
Oggi avevo bisogno di un colpo di genio. Un look milanese, compatibile con le comodità necessarie ai ritmi di una giornata che oscillerà tra l'ufficio, il treno e un teatro di cabaret. Ne abbiamo inventato uno disinvolto, molto disinvolto. Non casual, di più. Ma con un unico, vistoso, tocco magico. Una coccola a cui non ho potuto resistere e in fin dei conti non me ne pento. E poi ho visto la borsa dei miei sogni, e una cintura che mai avrei creduto di desiderare con tutta me stessa finché non me la sono vista appoggiata sui miei larghi fianchi. Lasciate lì entrambe, ovviamente. Ma Stefania è impagabile perché, una volta ogni tanto, mi regala tutta la sua professionalità per farmi sentire femmina. E' una bella sensazione. Certo, lei ha il suo guadagno, sia pur molto episodico. Non lo metto in dubbio. Però una volta mi ha persino regalato una maglietta: così, perché non mi vedeva convinta e invece secondo lei mi stava bene. Ora è una delle mie preferite, la maglietta spagnola nera elasticizzata con il toro giallo.

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