Lui, il curdo, è decisamente un signor padre. L'altra mattina l'ho lasciato a casa tre ore con Meryem, malaticcia. Al mio ritorno, ho trovato la porta della camera tappezzata di fogli con artistici timbri. Mi sono chiesta fino al suo ritorno che cosa esattamente si fosse inventato, visto che in casa non c'erano tempere né spugnette di sorta. Meryem era esaltatissima, ma non mi dava particolari su questo inaspettato estro artistico. Il mistero si è chiarito al ritorno di lui: avevano usato l'applicatore del lucido da scarpe (e la tinta, appunto, era il lucido nero delle sue scarpe buone). Però. Ricordo la prima volta che sono partita per lavoro. Meryem aveva 9 mesi e l'avevo appena inserita al nido. Ansia a mille. l'ho rincoglionito fino a oltre mezzanotte con le istruzioni più assurde. La sera dopo, al telefono, mi ha detto: "Guarda che devi stare tranquilla. Io magari non faccio tutto come dici tu, ma lo faccio. Ieri ti ho lasciato parlare, perché ne avevi bisogno tu. Ma io me la cavo lo stesso". Prendi e porta a casa. Qualche volta ancora mi commuovo, se ci penso. Peccato davvero che questo nuovo lavoro lo tenga lontano da noi così tanto tempo. Va bene la qualità, che è indubbia, ma nostra figlia avrebbe diritto a una quantità più congrua. 

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