Questo è spettacolare e ringrazio per la segnalazione Maysid… Per associazione di idee, mi sono ricordata di questo, mandatomi per mail da Pietro in tempi non sospetti.

Ieri abbiamo fatto una spedizione al Quirinale in marsupio. Il viaggio in autubus ha divertito la fanciulla, ma anche me: le conversazioni hanno raggiunto punte di comicità involontariache superano di gran lunga i pezzi di letteratura citati sopra. Durante il viaggio di andata ho subito un mezzo tentativo di rimorchio da un sedicente pediatra con l’aria depressa (!!!), nonché le confidenze – assolutamente non richieste, va da sé -di una nonna chic in merito al diverso atteggiamento delle sue figlie rispetto all’uso del marsupio e, più in generale, rispetto alla vita. Al ritorno l’argomento di conversazione è stato prevalentemente il sesso della bimba, che avevo osato vestire di azzurro. Una signora mi ha fatto un approfondito interrogatorio in merito alla percentuale di maschi e di femmine nella mia famiglia e in quella di Nizam, per poi concludere, in barba a ogni credenza scientifica: "Allora lo vede? Quando ha concepito questa, lei era più potente e ha ammazzato il cromosoma maschio!".

Segnalo anche la riprovazione che ho suscitato quando ho permesso a un barbone dall’aria nonnesca di fare una furtiva carezza su un piedino alla piccola. Non mi è parso che questo violasse le norme igieniche più di farla viaggiare sui mezzi pubblici, dopo tutto. La piccola ha sorriso democratica e il signore è stato contento.

 


Non so se qualcuno dei miei fedeli lettori ricorda le mie beghe condominiali per il cavo del satellite. Forse qualcuno si sarà chiesto quali privilegi mi apra la parabola puntata su Turksat. Molti. Il principale è avere scoperto che la tv italiana NON E’ la più trash del mondo. La tv turca riesce sempre a sorprenderti. Il fatto di non capire il 90% dei dialoghi non mi impedisce di apprezzare alcuni must, per lo più polpettoni a puntate, programmi di gossip e quiz e soprattutto il cavallo di battaglia dei canali turchi, i programmi musicali. I turchi cantano come matti. "Cantare come un turco" dovrebbe essere un modo di dire diffuso nella nostra lingua, molto molto più di "bestemmiare" e persino di "fumare". Generazioni intere cantano a voce spiegata, memorizzando centinaia e centinaia di canzoni, per lo più tragiche. Ieri andava in onda il programma che mi ispira questo post. Il titolo originale suona come "Esprimi un desiderio", ma credo che si potrebbe dipingere efficacemente con "Canta che ti passa". E’  una specie di competizione canora a eliminazione stile "Amici" , con la giuria in studio e il voto da casa tramite sms. Degli sconosciuti, accompagnati e istruiti settimana dopo settimana da cantanti famosi e semi-famosi, gareggiano a colpi di canzoni celebri (tutte le canzoni turche sono celebri, il repertorio è infinito). Ma c’è una particolarità: tutti i concorrenti che partecipano hanno una sfiga più o meno seria (e l’entità della medesima viene valutata ai fini del punteggio quanto l’abilità canora): una è cieca, un altro è obeso, un’altra ha il figlio malato di mente, uno è vedovo disoccupato invalido e con dieci figli a carico… Il premio finale è la realizzazione di un cd, la possibile fama e probabilmente un ricco premio in denaro. Ma il bello è che anche gli eliminati hanno speranza di rimediare qualcosa: in genere qualcuno dei telespettatori si impietosisce e si offre di aiutarli. Ogni settimana viene dato conto dei "casi risolti" in questo modo bizzarro.

Una considerazione più generale: la televisione ti consente di farti un’idea del paese più realistica di molti luoghi comuni. Voi vi immaginereste, ad esempio, che una delle cantanti più in voga al momento in un paese che a detta dei nostri media è in piena svolta "fondamentalista" è un transessuale? La Turchia è un paese pieno di contraddizioni e di sorprese.


Una romana che si rispetti deve partecipare alla Notte Bianca. E soprattutto deve vedere l’alba almeno una volta dalla terrazza del Gianicolo (questo secondo me vale un po’ per tutti, non solo per i romani). Se poi arrivano apposta dalla Turchia dei dervisci rotanti… Insomma, il sangue non è acqua.

Dervisci1La prima notte bianca di MeryemDervisci2

Il filmato purtroppo ha un audio pessimo: troppi cellulari nelle vicinanze… Ma provate solo ad immaginare che atmosfera c’era. Da una notte limpidissima con uno spicchio di luna perfetto, molto turco (la stella non era del tutto allineata, ma c’era anche lei) a un’alba meravigliosa, accompagnata da un raccoglimento quasi surreale, considerato il numero di spettatori presenti.

 

 

Per finire, cornetto e cappuccino con le amiche storiche (che senza barare avevano girato per spettacoli tutta la notte). Eccellente compensazione per la giornata storta di ieri.


Ieri è stata una giornata assolutamente infernale. Iniziata male e finita peggio. Che non vale neanche la pena di raccontarla. I responsabili sono molti (a cominciare dal nasino chiuso della piccola), ma la palma d’ora va senz’altro a Fatweb e il suo staff. Non voglio fare torto a nassuno, per cui il mio giudizio va inteso limitatamente alla maggior parte degli operatori con cui ho avuto il piacere di intrattenermi ieri. Ci sono voluti quattro tentativi per riuscire a trasmettere i dati del pagamento di una bolletta. Per non parlare della pratica avviata mesi e mesi fa, a più riprese, per cambiare l’intestazione del mio contratto. O meglio, che io erroneamente ritenevo fosse stata avviata. La parziale spiegazione del mistero l’ho ottenuta nel tardo pomeriggio di ieri. Il modulo compilato che si può spedire solo per fax (11 pagine fitte fitte, con campi minuscoli per la compilazione e domande vistosamente superflue, tipo "data di stipula del contratto telefonico") arriva in realtà in un luogo x dove si ammucchia insieme a molti altri. Due volte al giorno, alle 8 e alle 16, uno zelante operatore procede ad archiviare le pratiche, cestinando ovviamente tutti i moduli che non si leggono bene, che sono incompleti o che presentano qualche altra magagna non meglio identificata. Il tutto, sempre ovviamente, senza avvertire l’interessato, che tronfio della sua ricevuta di trasmissione pensa che tutto sia andato felicemente in porto. Nel caso specifico poi, avendo io mandato il detto fax alle 16.30 di venerdì, dovrò aspettare almeno le 16 di lunedì perché qualcuno possa dirmi, bontà sua, se è arrivato o meno. E stenderò un velo pietoso sull’efficienza del servizio clienti attivo, sulla carta, 7 giorni su 7 dalle 8 alle 24. Io ho iniziato i contatti alle 10 di ieri mattina e mi ci sono dedicata con brevi pause fino alle 18.00, passando in inutile attesa la maggior parte della giornata.

Io capisco che fare l’operatore a un call center è un lavoro di merda e per quello che si viene pagati non vale neanche la pena di memorizzare le informazioni che saresti tenuto a dare. Però fare l’utente è un lavoro ancora più ingrato: si suppone che tu ti ci dedichi a tempo pieno e comunque vada paghi tu…


Nazar ettik, come dice Nizam. Ovvero: ce la siamo tirata. Giusto ieri mi sono vantata di quanto dorme mia figlia e oggi mi ha tenuto sveglia dalle 3 alle 5 e mezza (aveva il nasino chiuso e le dava fastidio). Giuro solennemente che non lo farò mai più…

Voleva fare qualche considerazione su una polemica che si è scatenata sul blog delle mamme a proposito di un post sui migliori risultati dell’educazione dei bambini stranieri (ne parlava Chiara anche in un commento a un mio post di un paio di giorni fa). E’ incredibile quanto alcune si risentano anche solo all’idea di mettersi in discussione. Con questo non voglio dire che non siano le madri migliori del mondo, ma mi sembra di sentire qualcosa di stonato nel modo in cui si pongono. Mi ricordo che una volta, in una trasmissione televisiva, Annalisa Minetti si scagliava contro l’ottusità dello stato che, a detta sua, le negava il diritto di adottare un bambino solo perché ipovedente. Poi è risultato che non aveva mai fatto domanda, ma che aveva parlato con un’associazione che le aveva consigliato, per migliorare le sue probabilità di riuscita, di farsi affiancare da qualcuno nella cura del bambino. Lei, risentitissima, sosteneva di essere una madre superlativa e di non averne nessun bisogno. Vedo che non solo io sono rimasta sgradevolmente impressionata: leggete qui.

Che nesso c’è tra le due cose? Che mi pare strano quando non colgo in una mamma quella consapevolezza di inadeguatezza che mi pare connaturata alla responsabilità straordinaria che ci siamo assunte. Il che non significa che bisogna essere paralizzate dal terrore di sbagliare, anzi. Ma sono convinta che nessuna sia così perfettada non avere bisogno di fermarsi a riflettere, di tanto in tanto.


Non so se ricordate quando Nizam voleva dipingere la cameretta di rosa. Da quando l’abbiamo fatto cambiare idea, quel colore ci aspettava al varco. Ebbene ieri, per motivi difficilmente spiegabili, la super lavatrice nuova galattica mi ha tinto tutto il bucato di rosa. Eppure il lavaggio era a 30°. E non mi pareva che ci potesse essere nulla passibile di stingere, anche se (evidentemente) mi sbagliavo. Ora una buona parte dei vestiti di Meryem ha assunto una nuance più… femminile. Lo stesso vale per una buona fetta della mia biancheria e anche un paio di magliette da cantiere di Nizam.

Non basta. Dato che gli allagamenti causa lavatrice sono ormai finiti, ieri ne abbiamo avuto uno, ben più spettacolare, dallo scarico della doccia. Una potente ondata d’acqua ha coperto in pochi secondi un buon 70% della superficie calpestabile di casa nostra… Il mio oroscopo prediceva una giornata un po’ sfortunata in amore: un perfetto esempio di eufemismo. Quando le calamità domestiche hanno la meglio su di te, all’amore si tende a pensare piuttosto poco.


Diventare mamma porta, volenti o nolenti, a sviluppare una certa ansia da prestazione, che si manifesta nello sport preferito della maggior parte delle neo-genitrici: il confronto. Quando eravamo ancora in ospedale, ci pensavano mia sorella Serena e Nizam: la prima volta che i piccoli sono stati portati su dal nido nelle loro cullette, si sono affrettati a schedarli tutti per decretare senza ombra di dubbio che Meryem era la più grande, la più bella, la più lunga, quella con più capelli, quella con gli occhi più vispi, ecc.

L’altro giorno sono andata a visitare la piccola Anna, nata il 31 di agosto nello stesso ospedale dove è nata Meryem. Con una certa emozione l’ho trovata nella stessa stanza dove stavamo noi e aveva persino indosso una tutina identica a quella che portava Meryem il secondo giorno di vita. Non mi ero resa ben conto di quanto la mia piccola sia cresciuta! Vista accanto a Anna (che pure tanto minuta non è) faceva l’effetto di una gigantessa. E poi la voce, lo sguardo…

Oggi ho incontrato Alberto, il figlio di una ragazza che veniva con me al corso di preparazione al parto. E mi sono sorpresa a confrontare minuziosamente le misure… Salvo poi bacchettarmi mentalmente sulle mani. Ogni bambino è una persona diversa, così come ogni mamma è una persona diversa: quante volte dovremo ripetercelo??? Appena si abbassa la guardia ci si ritrova a comportarsi come delle rompicoglioni doc.


Sono appena andata dalla pedriatra e va tutto abbastanza bene. Meryem è cresciuta un po’ meno dell’altra volta rispetto al peso, ma in compenso si è allungata di altri 3,5 cm, raggiungendo i 61 cm. Bisognerà giusto verificare nelle prossime due settimane che l’aumento di peso non sia troppo ridotto e che il mio latte si riveli ancora sufficiente. Un altro controllino da fare riguarda la palpebra sinistra, che è un po’ abbassata rispetto all’altra e infine le anche (abbiamo l’ecografia la settimana prossima), perché si vede una lieve asimmetria – che però di per sé non è indicativa di alcunché. Insomma, qualche preoccupazione, che si va ad unire a quella maggiore, che riguarda il mio rientro al lavoro. Non mi sono ancora organizzata in alcun modo e ormai resterebbero solo un paio di mesi. Serve decisamente un’illuminazione… Se qualcuno conoscesse Mary Poppins, me lo faccia sapere!


Ho appena finito un libro che mi è piaciuto molto, La bastarda di Istanbul di Elif Shafak. Ve lo consiglio di cuore. Una bella storia di identità intrecciate, vere e presunte. Una storia per capire qualcosa di più del turchi e degli armeni, uniti dal cibo e separati dalla storia – o dall’idea che se ne sono fatti. Una storia di donne, di sorelle diverse e legate, di irrazionalità che attraversa beffarda la più agnostica delle vite con la normalità di un soffio di vento. Una dichiarazione d’amore alla città di Istanbul, una delle più fascinose metropoli del mondo, il cui fascino autentico si fa beffe di ogni classificazione.

A proposito di libri, un’altra bella scoperta è stata Carofiglio, Testimone inconsapevole. A parte la godibilità del giallo giudiziario, o come cavolo si deve chiamare, questa lettura estiva mi ha folgorato soprattutto per un’altra ragione. Mi ha fatto riflettere sulla parzialità dei miei ricordi. Non che questo sia un pensiero gradevole, di per sé. Mi è anzi improvvisamente tornato alla mente un episodio, che risale ad esattamente sei anni fa (ora più ora meno). In quella circostanza sono sempre stata convinta di aver subito un’accusa ridicola e un grave torto. Riguardando ora la questione, continuo a pensare che in qualche misura avevo ragione, ma che anche io non ero esente del tutto da errore. Il senno del poi. Però mi dico che doveva andare così, era il destino. Un destino scritto mesi, forse anni prima di quell’episodio. Se solo lo avessi voluto leggere per tempo, ci saremmo risparmiati molto dolore. Scusate la cripticità di questa ultima parte. Però non la cancello, abbiate pazienza.


Dopo un po’ di mesi di uso di ShinyStat, un post sulle chiavi di ricerca è quasi un obbligo… Spigoliamo tra quelle di agosto, allora.

C’è chi cerca proprio me (o mia figlia, o al limite il mio cane, o la regina di Saba…): belqis, yeni belqis, belqis principessa, blog di chiara peri, meryem blog.

C’è chi cerca consigli esistenziali: come dire a qualcuno che gli piaci, ho un nuovo compagno come dirlo a mio figlio… Vi confesso che in queste cose non sono mai stata granché, rivolgetevi altrove.

Quanto a "aiutatemi devo trovare un pediatra roma 4 municipio", consiglierei di consigliare la lista presso il municipio medesimo, mentre per "questura tor cervara come arrivare", se non avete la macchina si prende un autubus dalla fermata della metro B Rebibbia.

La maternità naturalmente fa la parte del leone con "+cameretta +bambina +glicine " (la mia in realtà è verde), "catalogo per sale travaglio parto " (meditate di comprare lettini nuovi?), "calendario 2006 con fasi lunari per il parto" e similari (tra cui uno speranzoso "fase lunare parto 13 agosto 2007 "… Chissà se la luna in questo caso ha funzionato) e "sedia olandese+parto". Per fortuna "isabella vomitare bagno" non è mia competenza (semmai di Slimm…) e neppure "tutta la notte vuole attaccarsi al seno". Ah, dimenticavo: per "mylicon prima o dopo la poppata", a me la pediatra hadetto di darglielo prima. Ma non ho avuto l’impressione che funzionasse granché: Panzallaria suggerisce piuttosto un prodotto della Loaker, chiedete a lei perché pare che sia molto più efficace.

Per "crescere piante", "condominio & giardiniere occasionale" e, al limite, "mobili ridipinti" dovreste rivolgervi a Nizam, che purtroppo però non ha un blog – anche se al limite qualche messaggio potrei passarglielo io.

"Galateo il cognome da nubile" è una questione che non mi sono mai posta; "sagittario tattoos", pur essendo il mio segno zodiacale, non ho tatuaggi e "riunione straordinaria condominio" purtroppo ahimé qualche volta tocca.

Per concludere, se "3000 euro villa in sardegna" era un’idea regalo per il mio prossimo compleanno, sappiate che mi sembra un’ottima iniziativa! Un posto per andare in vacanza e un po’ di pocket money è proprio quello che ci vuole….