In una scuola elementare dove lavoriamo, i bambini sono stati invitati a riscrivere la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo a parole loro. Ecco il risultato.

2 articoli ci bastano per dichiarare che:

Articolo 1: Saremo adulti sempre attenti a guardare negli occhi l’altro, a rispettarlo mentre stringiamo la sua mano, nera, bianca oppure beige; saremo adulti rispettosi, capaci di ascoltare una preghiera diversa dalla nostra; saremo adulti generosi, ci tenderemo subito verso chi ha bisogno e ci chiama; saremo persone autentiche che si impegnano a non sbagliare troppo e a stare in armonia con il mondo; saremo menti pensanti, ma aperte al dialogo con il sorriso e la bontà del cuore.

Articolo 2: Nessuno metta in dubbio la nostra buona fede, ma ci aiuti sempre qualcuno ad andare dritto e a non sbagliare strada.

Ah, se non li rovinassimo quando crescono…


Meryem è tornata al nido perché ieri la pediatra l’ha dichiarata ufficialmente guarita! Io in compenso ai malesseri fisici ho aggiunto una svampitezza inquietante. L’altro ieri mi sono alzata per andare da Meryem che mi chiamava e non ho visto la porta chiusa della camera. Morale: nasata pazzesca! Un  male, ancora oggi… E poi diciamocelo, il mio naso già imponente di suo non ne sentiva il bisogno. Oggi sono uscita, arrivo al nido e mi rendo conto di aver dimenticato la borsa a casa! "Chi non ha testa ha gambe", dice sempre mia madre. Corri a casa (per fortuna nella borsa del passeggino c’è sempre un mazzo di chiavi di riserva), torna al nido per portare le chiavi per la tata e il certificato che era nella borsa, poi scapicollati in ufficio. Una curetta di fosforo, che dite? O è "un processo degenerativo irreversibile", come dice il mio medico della mia schiena?


Stasera mi concedo lo special su De André condotto da Fazio. Lo considero un autoregalo, una coccola. Questa serata si è presentata un po’ ostile, ma io sono decisa a renderla migliore. Meryem dorme. Nizam non c’è. Io penso alla settimana lavorativa che mi aspetta, al prossimo mese, al 2009, al futuro. Voglio smettere di lamentarmi. Quindi voglio non averne più motivo.

Questo è un post in fieri. Peccato per la tastiera tutta rotta da Meryem, che mi frena molto. Mi sarebbe piaciuto appuntare via via quello che mi viene in mente. Mi sono fatta un tè e, per la prima volta dopo tanto tempo, ho usato la bustina invece che le foglie. Così mi è tornata in mente un’immagine: Nizam ai nostri prima appuntamenti che strizza la bustina del tè arrotolandola sul cucchiaino. Un gesto che ho amato molto senza rendermene conto. Un po’ mi manca, quel gesto caratteristico di un periodo di precarietà e incertezza, un tempo in cui non c’era la teiera a casa.

Lucio Dalla non mi ha entusiasmato, ha anche sbagliato qualche parola di Don Raffaé. Ma Via del Campo cantata da Gianna Nannini aveva una ruvidezza commovente. Quello che più si ricorda di De André è la libertà di pensiero. Questo mi richiama un piccolo episodio sgradevole avvenuto su web e che ha a che fare con la guerra in Palestina. Ma non voglio parlare dell’episodio in sé. Piuttosto mi colpisce come anche nelle espressioni di pensiero si sia perso di vista il rispetto per l’altro. Libertà di opinione non è arroganza.

Una cosa carina di Facebook: sapere in diretta che alcune amiche che non vedo da molto stanno vedendo lo stesso special. Avrei voluto avere qualcuno con me, stasera a vedere questa trasmessione. Questo è un modo per simulare…


Ha ragione Poesia, bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno. Il 2009 mi stupirà. Però per il momento devo affrontare positivamente le salitine che mi si parano davanti. Consideriamole la rincorsa per la discesa del secolo!

Rimandando al pomeriggio alcune incombenze di lavoro, oggi vi aggiornerò sui progressi del linguaggio di Meryem. La parola che dice meglio e con più gusto è "no!", anzi "nnnnno!". Va bene anche "goool!", con gesto di esultanza da ultrà, braccia tese in alto sulla testa. Poi la famiglia: "mamma", "papà/baba" (variante in turco), "tio, tia" (zio, zia), "nonna", "nana" (Silvana, la tata). Bene anche "pappa" (che è sia la pappa, sia le pentoline giocattolo che adora), "cucco" (succo), "wawa" (acqua), Poi dice "asta" (basta), "inito" (finito, con gesto di desolazione a braccia allargate), "ecco" e "eccolo" (quest’ultimo vale anche per il femminile: "eccolo papà", ma anche "eccolo mamma" e "eccolo pappa"). Poi "alla" (palla) e tutta la serie degli animali: "allo" (cavallo), "ino" (uccellino), "mao/nao" (gatto e il suo verso), "bau" (cane e il suo verso)… I versi degli animali sono molti e spaziano dalla tigre (il suo preferito) al serpente e al pesce. Il tormentone di questi giorni è "tende!!!!", che sareppe "scende". Credevo che andasse interpretato come "(voglio) scende(re)". Ora posso affermare che una traduzione più fedele è "(Meryem) scende (qualunque cosa tu faccia per impedirlo)". Passeggiare con il passeggino è sempre più arduo. Il lato romantico è "caro caro", con carezze languide (è raro, ma succede).

Certamente mi sono dimenticata qualcosa. Ma intanto fisso questo, per non dimenticarlo.


Meryem stamattina ha fatto la radiografia al torace. E’ stata durissima. Il fatto stesso di dovergliela fare, così piccola, mi faceva stare male. Tutto stamattina mi pareva complicatissimo: pioveva, avevo mal di schiena, la bambina era agitata e aveva dormito male, Alla fine, grazie anche alla gentilezza del personale, ce l’abbiamo fatta. A prima vista non sembrano esserci focolai, ma bisogna aspettare il referto lunedì. Oggi ripensavo a tutte le altre prove: lo svenimento, l’elettroencefalogramma, l’elettrocardiogramma. Finora, grazie a Dio, non è mai emerso nulla di grave. Speriamo che anche stavolta sia così. A proposito: io non ce l’ho la polmonite. In compenso ho una schiena parecchio malandata,

Meryem in questo periodo è tutta presa da suo padre. Ieri voleva solo lui, gli stava attaccata tipo tellina, finché non si è addormentata felice tra le sue braccia. Sono bellissimi. Se la mia macchina fotografica non fosse rotta, avrei fatto foto bellissime. Non so perché, ma ho la sensazione che quest’anno sia partito con il piede sbagliato…


Insofferenza spazzata via da un’amica che è venuta a darmi una bella notizia. Mi guardo dentro con una certa ansia. Spero di essere all’altezza delle mie aspettative, di comportarmi come credo sia giusto. Lo stesso in fondo vale anche per un’altra situazione, molto diversa, che sto vivendo. Riuscirò davvero a non provare la tentazione di essere meschina? Persino vendicativa, magari? Per ora non mi pare di vedere in me strani impulsi. Ma se mi conosco bene, temo che qualcosa nel profondo sia un po’ bloccato. Come se avessi paura di lasciarlo libero.