Giorni fa, parlando con un giornalista con cui collaboriamo, ho detto una cosa intelligente, su cui potrei scrivere un libro di grido. In politica internazionale si parla sempre della classificazione dei Paesi in termini economici (PIL, reddito pro-capite) e di forma di governo (sono democratici o non lo sono – con alcuni aggiustamenti di comodo). Secondo me un dato ben più rilevante sarebbe il TMC ("Tasso Medio di Civiltà"). Quello, ben più di tanti altri indicatori, può rivelare cosa aspettarsi sullo scenario internazionale. Non basta essere una repubblica per essere un Paese modello: anzi, se le elezioni sono davvero libere, gli elettori sceglieranno chi, nel bene ma anche nel male, li rappresenta. Tra l’altro sono le condizioni di vita, ma soprattutto il sistema educativo, i modelli, i valori, che fanno civile una Nazione: e queste cose, in condizioni avverse, si deteriorano (anche se la Costituzione resta quella). Solo così mi spiego gli israeliani che vanno a fare le foto ricordo di Gaza bombardata: anni e anni di educazione alla guerra, all’odio, ma anche alla precarietà e alla paura, creano prodotti che non possono che lasciare a bocca aperta.

Al contrario, credo si possa dire che in Iran, nonostante la democrazia latiti, il TMC è molto alto: l’educazione al rispetto, all’ospitalità e alla cortesia che l’iraniano medio riceve è di livello nettamente superiore alla media (poi magari, a livello di individui, ci sono persone molto antipatiche e culturalmente arroganti: ma difficilmente passano davanti a te in una fila). I Paesi dovrebbero monitorare il proprio TMC molto più attentamente dell’inflazione: se si scende sotto certi livelli di guardia (e alle volte ho l’impressione che in Italia ci siamo vicini) poi c’è ben poco da fare per rimediare. 


Una cosa che mi piace di me è la capacità di recupero. Ieri tornando a casa ho tirato un bel respiro, ho fatto mente locale, ho fissato la tata per un altro paio di giorni e poi si vedrà, ho parlato con la pediatra e ho ridimensionato un po’ la tragedia. Intanto anche Nizam è stato colpito e affondato dall’influenza. Al lavoro sono un po’ in affanno e le cose continuano ad accavallarsi ma alla fine va tutto bene. Avevo appena finito di fare queste considerazioni filosofiche, avevo messo a letto la bambina e suo padre e sistemato quel minimo la cucina quando ho deciso di dare un’occhiatina alla mail. Leggo esterrefatta che il marito di una mia collega è morto improvvisamente, giovane e in salute. Quella coppia ne aveva passate già più del giusto, da ogni punto di vista, ma la cosa stupenda era che erano ancora innamorati come il primo giorno. Checché ne possa dire io quando sono in fase lamentosa, le sfighe non sono ripartite equamente e la parte maggiore certo non è toccata a me.


In una scuola elementare dove lavoriamo, i bambini sono stati invitati a riscrivere la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo a parole loro. Ecco il risultato.

2 articoli ci bastano per dichiarare che:

Articolo 1: Saremo adulti sempre attenti a guardare negli occhi l’altro, a rispettarlo mentre stringiamo la sua mano, nera, bianca oppure beige; saremo adulti rispettosi, capaci di ascoltare una preghiera diversa dalla nostra; saremo adulti generosi, ci tenderemo subito verso chi ha bisogno e ci chiama; saremo persone autentiche che si impegnano a non sbagliare troppo e a stare in armonia con il mondo; saremo menti pensanti, ma aperte al dialogo con il sorriso e la bontà del cuore.

Articolo 2: Nessuno metta in dubbio la nostra buona fede, ma ci aiuti sempre qualcuno ad andare dritto e a non sbagliare strada.

Ah, se non li rovinassimo quando crescono…


Meryem è tornata al nido perché ieri la pediatra l’ha dichiarata ufficialmente guarita! Io in compenso ai malesseri fisici ho aggiunto una svampitezza inquietante. L’altro ieri mi sono alzata per andare da Meryem che mi chiamava e non ho visto la porta chiusa della camera. Morale: nasata pazzesca! Un  male, ancora oggi… E poi diciamocelo, il mio naso già imponente di suo non ne sentiva il bisogno. Oggi sono uscita, arrivo al nido e mi rendo conto di aver dimenticato la borsa a casa! "Chi non ha testa ha gambe", dice sempre mia madre. Corri a casa (per fortuna nella borsa del passeggino c’è sempre un mazzo di chiavi di riserva), torna al nido per portare le chiavi per la tata e il certificato che era nella borsa, poi scapicollati in ufficio. Una curetta di fosforo, che dite? O è "un processo degenerativo irreversibile", come dice il mio medico della mia schiena?


Stasera mi concedo lo special su De André condotto da Fazio. Lo considero un autoregalo, una coccola. Questa serata si è presentata un po’ ostile, ma io sono decisa a renderla migliore. Meryem dorme. Nizam non c’è. Io penso alla settimana lavorativa che mi aspetta, al prossimo mese, al 2009, al futuro. Voglio smettere di lamentarmi. Quindi voglio non averne più motivo.

Questo è un post in fieri. Peccato per la tastiera tutta rotta da Meryem, che mi frena molto. Mi sarebbe piaciuto appuntare via via quello che mi viene in mente. Mi sono fatta un tè e, per la prima volta dopo tanto tempo, ho usato la bustina invece che le foglie. Così mi è tornata in mente un’immagine: Nizam ai nostri prima appuntamenti che strizza la bustina del tè arrotolandola sul cucchiaino. Un gesto che ho amato molto senza rendermene conto. Un po’ mi manca, quel gesto caratteristico di un periodo di precarietà e incertezza, un tempo in cui non c’era la teiera a casa.

Lucio Dalla non mi ha entusiasmato, ha anche sbagliato qualche parola di Don Raffaé. Ma Via del Campo cantata da Gianna Nannini aveva una ruvidezza commovente. Quello che più si ricorda di De André è la libertà di pensiero. Questo mi richiama un piccolo episodio sgradevole avvenuto su web e che ha a che fare con la guerra in Palestina. Ma non voglio parlare dell’episodio in sé. Piuttosto mi colpisce come anche nelle espressioni di pensiero si sia perso di vista il rispetto per l’altro. Libertà di opinione non è arroganza.

Una cosa carina di Facebook: sapere in diretta che alcune amiche che non vedo da molto stanno vedendo lo stesso special. Avrei voluto avere qualcuno con me, stasera a vedere questa trasmessione. Questo è un modo per simulare…