Meglio, molto meglio. Il clima è sempre arroventato e le scocciature in agguato, ma reggiamo. Forse si è aperto uno spiraglio per le vacanze. Mia sorella conosce la proprietaria di una struttura turistica monumentale dalle parti di Grosseto e quindi ci rimedieremmo una camera con ampio terrazzo nonché aria condizionata in lussuoso albergo dotato di piscina e vari altri accessori, tra cui parco alberato. Anche se ce ne stessimo rintanati in camera a guardare la televisione, staremmo meglio che a casa. E fino a Grosseto la gloriosa Tipo ce la può fare. Insomma, non sarà il Trentino, ma meglio di un pugno in un occhio…


Primo compimese! Negli ultimi due giorni abbiamo fatto un sacco di cose. Ieri siamo andati tutto il giorno al centro commerciale Roma Est. Ufficialmente a salutare la zia adottiva Dafne che lavora lì, in realtà per starcene un po’ al fresco e, perché no, approfittare un minimo dei saldi. Meryem ha apprezzato oltre ogni aspettativa. Ha persino saltato la poppata di mezzogiorno, tanto dormiva beata. Noi ne abbiamo approfittato per comprare un paio di cose, tra cui un delizioso cappellino per lei (finalmente ho potuto provare HM) e mangiarci un mega kebab. Oggi poi io e la piccola siamo andate con mia sorella a prendere mia mamma a Montefiolo, sulla Salaria. Insomma, la prima gita fuori porta… Ok, ora vi saluto, perché la piccola viaggiatrice miagola.

Aggiornamento pesi e misure. Oggi Meryem pesava 4 chili e 600. Ciò significa che in un mese è cresciuta di quasi un chilo dal peso alla nascita (senza contare il calo fisiologico). Mi sembra che vada più che bene. Attualmente se la dorme nel luogo che predilige in assoluto, la pancia di suo padre.


Ieri Meryem ha partecipato alla sua prima festa fuori casa. Nel complesso direi che è stata brava: ha iniziato a strillare quasi solo per segnalare che secondo lei era ora di rincasare, tant’è vero che appena fuori dal portone si è addormentata placidamente. Tanto placidamente che si è dimenticata la poppata di mezzanotte e ha tirato dritto fino alle tre. Sei ore. A un certo punto mi sono alzata per controllare che fosse viva… Nizam stamattina mi ha confessato di aver avuto lo stesso pensiero, ma di non aver trovato la forza di alzarsi dal letto. "Il che dimostra che le madri sono migliori dei padri", ne ha concluso. Ringrazio commossa dell’incoraggiamento: noi mamme imbranate siamo particolarmente sensibili alle bugie pietose! Questa esperienza mi ha portato a formulare la prima regola d’oro delle neo-mamme:

Molto meglio una bugia ben assestata di una critica costruttiva.

Come se non bastasse, la fanciulla ha successivamente dormito per altre quattro ore, fino alle sette, dando modo ai suoi genitori ancora increduli di fare colazione insieme con calma e senza sirene di sottofondo.

Non casualmente per la prima volta dopo il parto mi ricordo cosa ho sognato. Stavo tra le grinfie di un chirurgo deciso a ridurmi il seno. "Signora, facciamo una prima?", mi diceva sventolandomi sotto il naso una specie di rasoio che doveva essere un bisturi. "Ma io veramente prima di rimanere incinta avevo una terza…" obiettavo io timidamente. Forse il mio inconscio vuole dirmi che ne ho abbastanza di essere una mucca?


Mi rendo conto che la foto sottostante può avervi dato la fasa impressione che Meryem sia una creaturina dolce. Questo in effetti èil travestimento che usa in società. Ma credo sia giusto che conosciate anche la sua vera identità, quella delle lunghe notti a tu per tu con i suoi genitori (in particolare con suo padre, perché la madre snaturata in genere ha una crisi di pianto a sua volta e poi crolla addormentata, allungando stancamente una tetta quando proprio non può farne a meno…).

Anche io ho deciso di cambiare look, se si può usare questa parola forse eccessiva: sono tornata a un taglio di capelli corto, cortissimo e debitamente spettinato. Vantaggi: non si formano matasse inestricabili e qualcuno che mi veda di sfuggita potrebbe pensare che la scapigliatura è voluta, o addirittura creata ad arte…


Aggiornamento colichette, con tanti ringraziamenti per i suggerimenti che fioccano qui e in privato: oggi abbiamo dormito con meravigliosi, stupendi intervalli di quattro ore tra una poppata e l’altra. Le sto dando il Mylicon in piccole dosi prima delle due poppate serali e per ora sembra sufficiente. O magari si sta assestando comunque, a prescindere dalle gocce – che non mi paiono di per sé efficacissime. Però le piacciono molto: ogni volta lecca voracemente il cucchiaino con aria beata. Ora è un po’ irrequieta di mattina, rigurgita più del solito. Ma tutto non si può avere, no?

Apriamo invece l’avvincente quanto intramontabile tema "A chi somiglia". A me pare che occhi e bocca siamo del papà, voi che dite?

DSCF6755


Seconda nottataccia consecutiva, presunte colichette. Proceduto con goccette, ma per ora la questione è tutt’altro che risolta. E io che credevo di averla sfangata. Vogliamo aggiungere che il tempo oggi fa schifo? Vabbé, per vedere il lato positivo, quando oggi Nizam precipiterà da un’impalcatura sarà per il sonno e non per un colpo di sole.

Aggiornamento. Ho dato un’occhiata ai paesi da cui si collegano i miei lettori. Facendo rapidamente mente locale, dalla Germania c’è Eulinx, dall’Australia Slim, ma dalla Spagna chi mi legge (anche con relativa assiduità)? E dagli States? Dalla Svizzera? Ma il mistero maggiore resta la Norvegia… Dài, fate outing, ché muoio di curiosità.


Io odio prendere decisioni riguardo a spese importanti. Ancora ricordo con orrore il giorno in cui firmai per il mutuo e l’acquisto della casa: certi pianti… Ora, con il senno del poi, quell’acquisto fu ben fatto: la casa non è la casa dei miei sogni, ma è molto ben collegata e relativamente vicina a dove lavoro; il mutuo è impegnativo, ma per quella cifra attualmente mi potrei permettere di affittare una camera in periferia. Capirete dunque che questa decisione della macchina sia per me difficilissima. La premessa è che io di macchine non capisco nulla. Ho preso la patente per scommessa e per il rotto della cuffia a gennaio 2006 e da allora ho giudato da sola per dieci minuti scarsi (e l’ultima volta a gennaio 2007).

Una macchina non la desidero, anche se vedo che serve (e le vacanze ne sono una prova inconfutabile). Mi terrorizza il prezzo. Ma la gente come fa a cambiare le macchine con assoluta disinvoltura? Ieri, vedendo una famigliola scendere da una Audi 4 nuova di pacca, avremmo tanto voluto accostarci al padre di famiglia e chiedere: "Mi scusi, ma lei esattamente che lavoro fa?".

Ho rimandato questa decisione fino ad ora ed ecco il risultato: probabilmente niente vacanze. E per giunta sono così paralizzata che non riesco a prendere nemmeno una decisione sulle vacanze, con il risultato che la decisione si prenderà da sola: agosto a Monteverde…


Ieri, mentre io e Meryem passeggiavamo al centro, mia madre partecipava al funerale di Claudio Rinaldi, suo ex alunno, rimastole sempre affezionato e vicino anche nella fase "famosa" della sua vita. Per questo sua moglie ha voluto che mamma dicesse qualche parola in una chiesa stracolma di nomi illustri, in un ambiente che è mille miglia lontano dal suo. Stamattina mi raccontava, ancora un po’ provata, la pessima impressione fattale dal sacerdote, che non ha permesso a nessuno di fare una preghiera spontanea, che ha incentrato la predica su come i giornalisti siano tutti uomini di menzogna e che ha detto persino che avrebbe destinato le offerte raccolte – e che ovviamente si aspettava sostanziose – per "dire messe in memoria" del defunto.

Oggi mamma mi ha mandato per e-mail (a ottantadue anni ha imparato anche ad usare la posta elettronica!) le poche parole che ha dedicato a quello che forse è stato il più brillante dei suoi alunni. Mi commuove sempre il modo sobrio e allo stesso tempo affilatissimo con cui mia madre riesce ad esprimere i suoi sentimenti. Nel messaggio osservava che le sue parole saranno certamente suonate strane in quel contesto. La frase finale vorrei condividerla anche con voi: "Questo Dio, che è tanto più vicino quanto meno se ne pronunzia il nome, ti accolga nel suo amore senza limiti".


Oggi io e Meryem ci siamo spinte al centro di Roma. Avevamo appuntamento al consultorio alle 8.50, per un giro di saluti a ginecologa, ostetrica, infermiera e pediatra che mi hanno seguito per il corso pre-parto. Il programma prevedeva di salire sul tram 8 sotto casa e guadagnare tranquillamente piazza Sonnino. In realtà la belvetta, abituata alla sua passeggiata mattutina, non ha giudicato che il viaggio in tram potesse considerarsi equivalente a una passeggiata. Se si passeggia, si sta all’aria aperta, lo sanno tutti. Quindi ha iniziato a urlare a sirena. Mia figlia notoriamente è incline alla trattativa quanto un guerrigliero curdo impastato con una guardia svizzera. Siamo scese alla prima fermata, seguite dallo sguardo di riprovazione dei passeggeri. A quel punto non restavano alternative: passeggiata fu. Solo che per non fare troppo tardi ho dovuto ricorrere alla mia migliore falcata dei tempi pre-pancia. Mi incammino a passo di bersagliere per viale Trastevere, praticamente sgommando. Superiamo le colonne d’Ercole di piazza Ippolito Nievo, il punto più lontano in cui Meryem era arrivata finora. E giù verso Porta Portese e oltre. Siamo arrivate con pochi minuti di ritardo.

Lì la fanciulla ha sfoderato il suo lato serio e compassato. Si è fatta pesare, misurare e vezzeggiare per il tempo che ha giudicato necessario. Poi ha segnalato con grazia che per lei la visita era conclusa. Saluto precipitosamente e a quel punto via, verso l’isola Tiberina e poi Largo Argentina e poi Piazza Venezia. Abbiamo fatto persino una puntata a via degli Astalli, a salutare urbanamente il mio datore di lavoro gesuita. Al ritorno, bontà sua, mi ha concesso di prendere un tram fino a casa. Già temevo di dovermi accampare stremata al ponte più vicino.