Bilancio sintetico dell’esperienza milanese.
1. La televisione in camera c’era! E ho fatto in tempo a arrivare a Roma per le finali di ieri.
2. Milano è una città carissima. L’unico pasto decente che ho fatto è stato in un grazioso kebabaro turco nei pressi della Stazione di Porta Genova (Corso Colombo, per la precisione: il locale si chiama Capadocia, con una p sola). 5 euro ben spesi.
3. Un po’ di vita vera, fuori dal mondo accademico, aiuta eccome. "Come sei brava a sdrammatizzare", mi è stato detto. Credo che più che sdrammatizare si tratti di vedere le cose nelle loro giuste proporzioni… Passare la notte in bianco per una lezione di mezzora, peraltro su un argomento che più o meno ti è familiare, mi pare davvero spropositato. No?
4. Mi sono abbastanza divertita, nonostante tutto. Peccato non avere avuto possibilità. Forse questo mestiere lo avrei saputo fare. Ma un dubbio atroce mi sfiora: sarei diventata come "loro"? Mi fa un certo effetto che un professore ordinario, a proposito della questione delle vignette, commenti che "certo, questi ARABI sono una RAZZA che non si sa mai come trattarli".
Passo e chiudo!
Chiara